Lei è una scrittrice e attivista “per la famiglia”, quella che piace a lei, e sta avendo il suo momento di patetica gloria dopo avere affermato che per un bambino è molto meglio essere allevato da “puttane e tossicodipendenti” che da una coppia di “sodomiti”, che la dice lunga sui larghi orizzonti dell’attiscrittirice britannica che naturalmente lavora per il bene della famiglia e dei bambini.
Lynette Burrows ha affermato che trova scandaloso che bambini possano venire allevati da coppie omoparentali, che l’attivismo per i diritti LGTB è qualcosa di assolutamente “malvagio” e che le autorità stanno facendo “esperimenti con i minori”, dimenticando ciò che i preti pedofili hanno davvero fatto con i minori, è il troppo fervore religioso che acceca, affermazioni incommentabili che per fortuna si commentano da sole.
Burrows ha definito le coppie omoparentali sono “genitori immaginari”, che rendono “tragica” la vita “di un bambino” e che il falso “sentimentalismo” utilizzato dalle persone LGTB per rivendicare parità di diritti la ripugna.
Affermazioni tanto lucide da farci chiedere come può una donna con tante certezze credere nella resurrezione di cadaveri.
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