
di Giancarlo Grassi
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Sedici anni di reclusione per Antonello Lovato, titolare dell'azienda agricola dove lavorava Satnam Singh, il bracciante agricolo indiano di 31 anni... →
Bersani è il possibile cavallo vincente delle prossime elezioni, immaginiamo già eserciti di possibili poltronabili agitare le loro lingue penzolanti verso auguste natiche per rimediare un posto dove poter fare sedere le loro meno auguste terga, assai spesso volgari, quando non flaccide.
Si ergono al grido interiore di “La Poltrona! La Poltrona!”, sono i falliti del pre-vittoria che corrono verso il vincitore aspettando una ricompensa post-vittoria, perché “Io c’ero”. Speràm che Bersani al staga atèinti!
Marine Le Pen dichiarata colpevole, potrebbe non candidarsi all’Eliseo
La Corte d'appello di Parigi ha emesso la sentenza nel processo che vede coinvolta Marine Le Pen per... →
Che non bisogna dirczi niente a quel’uomo lì, che è furbo, ma non si sa mai. Come tutto quel discorso che La7 affrontava in mattinata sull’allargamento del PD da parte di Bersani, un discorso irrilevante sull’aria fritta dato che, recenti dati, ci informano che il PD è al 34,6%, SEL al 6,0% e PSI all’1,3%, che signfica che i tre partiti in coalizione si portano a casa, oggi, il 41%, salvo altre alleanze.
Il Pdl è al 15,2%, l’UDC al 3,8% (Forza! Che se siete bravi nemmeno entrano in Parlamento!) la Lista Montezemolo al 2,1, FLI al 2,4, la Lega al 6,3% IDV all’1,5 e FDS al 2,5%. Grillo intorno al 17%. Insomma…
Non crediamo che il problema di Bersani sia quello di allargare il PD. Il candidato premier sicuramente si rende conto invece, perchè quel’uomo lì cz’ha de la testa, che ci sono circa 9 milioni di voti di indecisi che andrebbero “captati”, che il “fenomeno primarie” ha parzialmente svuotato gli entusiasmi grillini (vi chiamo come cazzo mi pare!) tant’è vero che il Signore dei Populismi ha prontamente servito le Primarie on-line che nessuno sa come cazzo funzionano, ma è lo stesso che il Capo sono Io.
Insomma per il centrosinistra italiano potrebbe anche essere un momento storico, importante; a meno che, ancora una volta, non si voglia fare qualcosa di sinistra: perdere.
