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La parte oscura del M5S non è rappresentata dai suoi eletti

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Roberta Lombardidi Giancarlo Grassi

L’attacco hacher dei giorni scorsi al M5S, a parte la pubblicazione delle email di cui francamente ci frega meno che delle nudità di Giovanardi, tanto perché capiate il livello del nostro itneresse per i fatti privati, scritti su email dai neo-onorevoli a Cinque Stelle, ha evidenziato però ancora una colta , qualcosa che Grillo & Socio sono abilissime nel camuffare: l’assoluta mancanza di trasparenza di tutte le azioni del Movimento.

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La facciata è di “assoluta” trasparenza: votazioni on-line (sic), fedine penali dei candidati, cambio dei portavoce alla Camera e al Senato ogni tre mesi (sic), pubblicazione (con ritardo) dei votanti e del numero dei voti (ma in questo il PD li ha preceduti in numero e in chiarezza), diretta continua attraverso La Cosa, che si può seguire anche dalla nostra home page, di tutto ciò che riguarda il Movimento.

Ci sono alcune obiezioni che vorrei sottoporre ai lettori: i risultati delle votazioni on-line arrivano sempre con estremo ritardo e quasi sempre in “sintonia” con ciò che è stata l’evoluzione politica dei giorni precedenti; i conti del Movimento anche, ma c’è un’altra cosa -ed è la più inquietante- che è quella che riguarda le attività economiche di Grillo & Socio, gli ingressi economici derivati dalle attività pubblicitarie e di e-commerce del sito di Beppe Grillopiù una serie di comportamenti politici poco chiari, che fanno pensare che gli eletti in parlamento non siano altro che pedine ignare del vero progetto del Movimento.

Gli eletti, dal canto loro, giustificano l’ingiustificabile, dicono tutto e il loro contrario, accusano gli altri componenti il Parlamento di comportamenti che si ritrovano chiarissimamente anche in loro, utilizzano un linguaggio da setta chiaro solo a loro, lasciando intendere intenzioni di cambiamento che non si traducono in azioni (per colpa degli altri, naturalmente) e stanno distruggendo la popolarità loro e del Movimento con la loro completa immobilità politica.

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Se la parola “cambiamento” non è seguita da un’azione coerente, di quale cambiamento stiamo parlando. Un Movimento che conta gli eletti in parlamento del M5S come può rimanere immobile mentre grida che le cose non cambiano? Non pensano che anche loro hanno approfittato dell’elettorato e non stanno mantenendo nessuna promessa? Non pensano che tutta la loro energia rinnovatrice, alla quale otto milioni e mezzo di elettori hanno creduto, meriti qualcosa di più di proclami vuoti, senza azioni che li sostengano?

 

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