di Giovanna Di Rosa
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Si è subito affrettata a riposizionarsi, la presidente del Consiglio che è anche un po’ vostra madre, dichiarando che stabilirà “rapporti di collaborazione” con il nuovo premier ungherese e ringraziando Orbán per l’amicizia. Tace Salvini, che aveva organizzato la manifestazione del 18 aprile fors’anche in onore alla nuova vittoria di Orbán del quale, ora, potrebbe essere costretto a celebrare il funerale politico. Quanto inutile dolore sulle spalle del segretario leghista.
Termina tristemente, per forse ricominciare sotto altre spoglie, l’amicizia in onore al sovranismo della presidente del Consiglio, del suo vicepresidente che cerca con scarsissimo successo di superarla a destra, e il plenipotenziario ex-primo ministro ungherese che in sedici anni ha trasformato il suo paese nella succursale del Cremlino imbavagliando, a colpi di cambi costituzionali e dentro il suo mandato, stampa, magistratura e chiunque poteva disturbarlo nel suo sogno imperiale.
E’ il delirio di onnipotenza che ti impedisce di capire quando l’aria sta cambiando e ti costringe a percorrere sempre le stesse strade.
Il vizietto della puntatina sul cavallo sbagliato
Non sappiamo se, come ha detto Elly Schlein a In Onda mentre un livido Senaldi rubava la scena ai conduttori, con grande imbarazzo di Marianna Aprile, sia “finito il sovranismo”, è certo che Trump è inviso alla gente comune a un punto tale che ogni endorsement che provenga dalla Casa Bianca è destinato al fallimento. Anche il gatto e la volpe sembrano percorrere un sentiero simile. Anche in questo caso, come in quello delle promesse da mantenere di Magyar, bisogna aspettare e vedere. Aspettare e vedere.
Il ministro e vicepremier Salvini telefona al gioielliere condannato per “Vicinanza umana”
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(13 aprile 2026)
Quanto tempo ancora dovremo aspettare perché si realizzi questo “ultimo miglio” della dignità umana oltre le speculazioni politiche?
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