Roma
cielo coperto
12.2 ° C
12.4 °
10.8 °
70 %
0.9kmh
100 %
Lun
19 °
Mar
18 °
Mer
9 °
Gio
14 °
Ven
12 °

POLITICA

Pubblicità

ALTRA POLITICA

Pubblicità

ESTERI

Pubblicità
HomeIo la penso cosìE se togliessimo dalle mani degli spietati le ragioni per fare le...

E se togliessimo dalle mani degli spietati le ragioni per fare le guerre?

Pubblicità
GAIAITALIA.COM NOTIZIE anche su TELEGRAMIscrivetevi al nostro Canale Telegram
GAIAITALIA.COM NOTIZIE su WHATSAPPIscrivetevi al nostro Canale WHATSAPP


di Marco Biondi
Marco Biondi

Oggi parlo della “nuova guerra”, o, come è stata meglio definita la “terza guerra del Golfo”. Ma non vi parlo tecnicamente di questa guerra, ma “solo” di cosa l’ha scatenata. Michele Serra, esperto giornalista e acuto osservatore dell’attualità – tiene una rubrica giornaliera su “La Repubblica” – di recente, ospite di Fabio Fazio a “che tempo che fa”, ha fatto notare come gli americani sono da considerare molto fortunati: le guerre alle quali partecipano o che scatenano, guarda caso, si trovano in posti ricchi di petrolio! Un grande sarcasmo che cela uno sconforto che mi sento di condividere in pieno.

Ti potrebbe interessare:

Ben arrivato 2026. E mò so cxxxi nostri (io la penso così)

Leggi l'articolo →

L’avidità, l’egocentrismo, la fame e sete di potere prevalgono su qualsiasi concetto di umanità. Si bombarda, si radono al suolo intere città, si devasta con mille scuse, ma con un solo fine: il guadagno. Guadagno per sé stessi, per il proprio Paese, per i propri amici o alleati. Il beneficiario o i beneficiari sono irrilevanti, l’essenza è che si uccide per squallide ragioni di interesse. Scopro l’acqua calda? Forse, ma se la storia ci ha insegnato che, a volte, sono esistite “anche” ragioni di scoperta, di principio, di opposizione a dittature spietate, oggi tutto ciò è scomparso, A volte, persino, nelle giustificazioni dettate agli addetti stampa.

In questo scenario, noi siamo minuscoli elementi che devono ritenersi fortunati ad essere nati in un posto povero di risorse naturali. A scuola ci insegnavano che l’Italia non aveva la fortuna di altri Paesi e, proprio a causa della carenza di risorse naturali alle quali attingere, era costretta ad inventarsi altri modi per sopravvivere ed essere competitiva nel panorama economico mondiale.

Oggi io vi invito ad invertire il modo di pensare che ci portiamo dietro dalle scuole elementari e dalle medie, e vedere il concetto di ricchezza in maniera totalmente alternativa. Partiamo dalla definizione di “risorsa naturale”. Se il mondo non avesse più bisogno di petrolio e gas naturale, forse cesserebbe il bisogno di fare guerre per procurarselo.
Ma potrebbe succedere?

Ti potrebbe interessare:

La rubrica “Io la penso così”, di Marco Biondi, diventa anche una Newsletter

Leggi l'articolo →

Quello che era stato identificato come il “green deal” che tante critiche ha scaricato addosso all’Europa, era basato sul principio di usare risorse naturali ma “non fossili”, soprattutto risorse non inquinanti. Ora pensiamo ad una produzione di energia basata principalmente su sole, vento e acqua. Pannelli solari, energia eolica, motori a idrogeno. Esiste già tutto, e tutto è già stato scoperto e testato. Certo servirebbero ancora “terre rare” per le batterie e, forse, per il fotovoltaico, o derivati dal petrolio per le materie plastiche, ma tutto in maniera infinitamente ridotto rispetto alle esigenze attuali.

Se iniziassimo noi Paesi “poveri” di risorse naturali “fossili”, ma ricchi di risorse naturali rinnovabili, e generassimo un circolo virtuoso che ci libera gradualmente ma in tempi ragionevoli dalla schiavitù del petrolio, non diventeremmo improvvisamente un esempio da seguire? E chi oggi devasta, uccide, distrugge per accaparrarsi grandi quantità di gas e petrolio, non si ritroverebbe poi a possedere qualcosa che non ha più l’enorme valore di adesso?

La mia rivoluzione “pacifista” mi dice che dovremmo partire da qui. Perché poi, partire da qui, significherebbe, finalmente, smettere di intossicare l’aria, invertire la tendenza al riscaldamento globale, creare le condizioni per ridare, finalmente, una prospettiva di vita al nostro Paese e al Globo.

Cosa servirebbe? Certamente molto. Perché il progetto green deal dovrebbe estendersi al mondo intero, non limitarsi al nostro continente.

Ma se ci liberassimo noi, innanzi tutto, dalla schiavitù nella quale ci tengono segregati le famose “sette sorelle”, quelle che riescono a far scatenare guerre per inondare il mercato di petrolio e gas, potremmo poi essere noi un esempio da seguire da parte degli altri continenti. La Cina, nonostante tutto, ha già avviato da anni un progetto legato al fotovoltaico e all’eolico. Ancora qualche anno e si renderanno conto che l’utilizzo di queste tecnologie è più conveniente rispetto all’estrazione o all’importazione di petrolio. Servirebbe che qualcuno abbastanza potente riuscisse a iniziare la diffusione e la proliferazione di motori a idrogeno. Solo producendo su larga scala si riuscirebbe ad “evadere” dalla schiavitù del petrolio e l’idrogeno potrebbe diventare un’alternativa molto efficace alle auto elettriche.

Sto fantasticando, è vero. Ma pensate quanto sarebbe bello vedere Trump annegare nel suo mare di petrolio insanguinato e Putin morire asfissiato dal suo gas maledetto. Sperare è meglio di sparare e non costa nulla. Chissà che qualche statista illuminato non possa avere lo stesso pensiero? Dovessimo mai ringraziare un giorno la Cina?

 

 

(13 marzo 2026)

©gaiaitalia.com 2026 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Iscrivetevi alla nostra newsletter (saremo molto rispettosi, non più di due invii al mese)

Torino
cielo coperto
3.6 ° C
5.7 °
2.4 °
87 %
4kmh
96 %
Lun
11 °
Mar
9 °
Mer
6 °
Gio
8 °
Ven
3 °
Pubblicità

LEGGI ANCHE