Dal 2018 (Cerno folgorato sulla via del PD) al 2026 (Cerno che offre puntuale endorsement al sempre meno presentabile governo delle destre), il passo è breve ed è così straordinariamente italiano da non fare nemmeno più sorridere. Il paese delle giravolte offre grandi possibilità a chi dimostra di saper piroettare e così ecco spuntare la striscia su Rai2 nel post TG2, i maligni parlano di una collaborazione da 850mila euro, mentre i giornalisti interni alla Rai restano al palo. Questo oltre alla direzione de Il Giornale e dopo essere stato senatore della Repubblica dal 23 marzo 2018 al 12 ottobre 2022, eletto col Partito Democratico.
Pare che ai telespettatori del post-TG2 la cerniana striscia non sia andata proprio a genio: quattro minuti scarsi (parliamo della durata) di editoriale su Trump e sulla guerra in Iran, con inevitabile quanto prevedibile endorsement per il governo italiano, con solo 632mila spettatori rimasti sul secondo canale della tv pubblica dopo che durante il tg2 delle 13 e seguenti rubriche, aveva invece registrato uno share del 12,5%, pari a circa un milione e mezzo di persone. Poi la grande fuga. Forse gli impegni, la cattiveria della gente, insomma alle 13.57 l’ascolto fa badabùm. Sarebbe stato un disastro (per il TG2) se la striscia di Cerno fosse stata posizionata prima del notiziario? La risposta non l’avremo mai e va detto per cronaca, mica per cattiveria, che sarebbe stato interessante vederne l’effetto. Troppo tardi.
Megaproblema a Facebook, Instagram e Whatsapp che dopo alcune ore sono di nuovo raggiungibili
Leggi l'articolo →Basta ricordare quanto avevano ragione i giornalisti della seconda rete quando protestavano, minacciando agitazioni e scioperi, affinché il programma fosse spostato nel post TG2. Va a finire che daranno la colpa all’USIGRAI, state a vedere. Verrebbe da dire che la propaganda non paga, ma siamo solo all’inizio. Magari il futuro è anche meglio dell’oggi. E la striscia si chiama “2 di picche”, quando si dice il destino.
Dotti e sapienti d’Italia, oggi tutti economisti, ieri tutti avvocati e domani tutti arbitri
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(10 marzo 2026)
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