di John Dee
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Non sapendo più dove attaccarsi e a quale santo votarsi, mentre i sondaggi danno FdI sempre meno in salute, la presidente del Consiglio se n’è uscita con un video di 13 e oltre minuti dove racconta la qualunque: perché governare è influenzare, non lavorare per il benessere del popolo che si invoca mattina, mezzogiorno e sera. Ne dice tante in quel video, e tante sono propagandate di una certa volgarità, persino offensive nei confronti di chi abbia voglia di ascoltarle.
Il piglio è il solito: sguardo severo, mascella spesso serrata, immagine studiata perfettamente, set e abbigliamento con colori rassicuranti. Prestasse la stessa attenzione a ciò che ha promesso e non ha fatto, magari invece della solita crescita a zero punto poco si sarebbero raggiunte le promesse vette dell’oltre 1% invece di 72 mesi di calo industriale.
E pochi giorni prima in un afflato ansiogeno di propagandismo da rischio soffocamento, Meloni d’Italia, si era rivolta agli Italiani citando la famiglia nel bosco, nome da favoletta per stupidotti coniata dal sempre troppo genuflesso gruppo di giornalisti-informatori d’Italia che ritenendo di avere a che fare con un popolo di bonobo invece che con esseri umani confezionano narrazioni per tenere inchiodata la gente di fronte agli schermi (ci riescono, per la cronaca). Meloni d’Italia, dicevamo, imbastiva tutta una serie di costruzioni narrative delle sue dove prendeva le parti, compassionevolmente, di una famiglia sulla quale esprimere giudizi sarebbe come sparare sulla Croce Rossa, per arrivare a incolpare i giudici e a puntare il dito. La vicenda di Bibbiano non le è servita a nulla.
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