Gli annunci trionfalistici di Trump sulla distruzione della capacità bellica iraniana restano ancora tutti da dimostrare. Intanto bombe e missili continuano a colpire – ultimi casi due hotel in Bahrein – regna sempre il terrore tra i turisti e i residenti di Dubai, con migliaia di persone bloccate su navi da crociera, l’Iran minaccia l’Europa e intanto attacca Israele, le petroliere restano bloccate sullo Stretto di Hormuz e fanno lievitare il prezzo del petrolio di ora in ora. All’Iran, per contrastare l’aggressione, basta tenere chiuso quel tratto di mare per prendere per il collo le economie di mezzo mondo. Forse a questo Trump non aveva pensato? E l’ipotesi che stiano finendo le munizioni potrebbe infrangersi contro la capacità dell’industria bellica iraniana di continuare a produrne. L’Ucraina insegna. E quand’anche le scorte diventassero scarse, basterebbero per seminare il terrore di attacchi terroristici in tutto il mondo occidentale.Â
Un regime non si smonta come un giocattolo di Lego, e gli Stati Uniti dovrebbero averlo capito, basta riandare al secolo scorso con le batoste prese in Vietnam e nel sud est asiatico. Cuba ha resistito oltre sessant’anni e sta crollando adesso, ma solo perché isolata economicamente dal resto del mondo.
Ma noi continuiamo a pensare che di fronte alla morte si debba stare zitti
Leggi l'articolo →Con Trump che gioca  ai soldatini, aspettiamoci ripercussioni drammatiche alle nostre economie. Carburanti ed energia alle stelle, inflazione che galoppa e carrello della spesa sempre più costoso. Se almeno tutto questo servisse per far capire agli Europei che è ora di compattarsi e fare da noi, in tutti i sensi, avremmo la speranza di salvarci. Ma con molti leaders, Italia in testa, che restano obbedienti alle indicazioni dei loro protettori Trump e Putin, anche questa rischia di diventare una chimera più che una speranza.Â
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