di Daniele Santi
Dall’assemblea nazionale del PD tenutasi nel pomeriggio a Milano, Matteo Renzi ha lanciato il suo nuovo progetto riformista tutto al centro, quello che l’ANSA ha già chiamato la nuova “Margherita” al cui centro ci saranno i sindaci e coloro che “non credono più nello stare in questo Pd”.
Matteo Renzi, dopo i buoni risultati elettorali della sua intuizione chiamata Casa Riformista, ha parlato dal palco dell’assemblea nazionale del partito davanti al sindaco Giuseppe Sala, al deputato di +Europa Benedetto Della Vedova, all’eurodeputato Pd Pietro Bartolo, che entra nel partito, e la deputata Dem Marianna Madia.
Ha parlato con la consueta, non è detto che debba anche essere condivisibile, chiarezza: “Se ci perderemo in mille sigle non riusciremo a spuntarla e non sapremo dare all’Italia il futuro che merita”.
Renzi lancia la sfida di togliere l’Italia a questa destra sempre più estrema – vedere gli appelli pro-Orbán – e sembra essere fermamente deciso a “vincere questa sfida” .
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Leggi l'articolo →Il leader di Iv – che è comunque un politico di peso anche dentro il PD pur non facendone più parte, almeno non ufficialmente – ha deciso di aprire la sua Casa riformista ai centristi che vogliono “allargare le porte”. L’obbiettivo è chiaro: creare una coalizione di centrosinistra che nel 2027 possa battere la destra e il suo governo “che sta impoverendo l’Italia”. Ferocemente polemico con il PD che inaugura la campagna elettorale a Milano parlando di disconitnuità, dopo che vince le elezioni da tre legislature (sono quegli esercizi da acrobati del nulla che riescono solo al PD), ricordando che partendo così, col piede sbagliato, “si fa solo un regalo a Salvini”.
Comunali a Milano e elezioni nazionali saranno nel 2027 così Renzi rilancia: “Fare opposizione sui contenuti”, che in tempi di slogan sembra persino una bestemmia, e ricorda a Schlein e compagni che non devono più esserci “veti di nessun tipo” perché “O vince Meloni o vinciamo noi” e “io non credo”, ha chiosato l’ex presidente del Consiglio, “che ci sia qualcuno nel centrosinistra, né tra i centristi né tra la sinistra radicale, che si possa permettere il lusso di mettersi a litigare per perdere”. Poi la bomba atomica: “Chi chiede discontinuità a Milano la chiede rispetto a un centrosinistra che vince”.
Colpiti e affondati. E si riparte da lì.
(17 gennaio 2026)
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