Il presidente del Venezuela, Nicola Maduro, e sua moglie “sono stati catturati e portati via dal Paese”, lo ha scritto Donald Trump sui social nel confermare il suo attacco ingiustificato e fuori dal diritto internazionale che lui chiama “operazione su larga scala” in Venezuela. L’attacco è già stato duramente condannato da Mosca che ora avrà nuovi motivi per dire stop al piano di pace che Trump sponsorizza (finge di sponsorizzare, visti gli eventi).
Almeno sette esplosioni e aerei a bassa quota sono stati uditi a Caracas intorno alle 2 del mattino, ora locale (le 7 in Italia). Maduro, prima della cattura e ammesso che cattura ci sia stata, ha condannato la “gravissima aggressione degli Usa” e ha dichiarato l’emergenza nazionale.
Dittatura sanitaria? Basterebbe togliergli il diritto alle cure del servizio sanitario nazionale (ma si dovrebbe essere come loro)
Leggi l'articolo →L’amministrazione Trump non ha notificato al Senato gli attacchi al Venezuela
Secondo la Cnn che cita fonti che preferiscono restare anonime, il presidente Trump non ha notificato gli attacchi pianificati alla commissione dei servizi delle forze armate del Senato. I Democratici accusano Donald Trump di averli lasciati all’oscuro: “Non c’è motivo per noi di essere in guerra con il Venezuela”, ha detto il senatore democratico Ruben Gallego, che ha sottolineato: “Questa guerra è illegale. E’ imbarazzante passare dall’essere poliziotti del mondo a essere bulli del mondo”.
Per il senatore democratico Brian Schatz gli USA avrebbero “dovuto imparare a non cacciarci in un’altra stupida avventura”.
Secondo il New York Times l’attacco di Trump ha causato morti e feriti
L’attacco statunitense al Venezuela ha causato un numero non ancora specificato di morti e feriti e il bilancio delle vittime è ancora in corso di valutazione secondo quanto riferisce il New York Times citando fonti di Caracas e dichiarazioni del presidente colombiano, Gustavo Petro.
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(3 gennaio 2026)
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