di Giovanna Di Rosa
Come ci suggerisce una delle gole profonde parlamentari che si vedono poco, parlano quando devono e informano quando credono, l’opposizione di Elly Schlein e Giuseppe Conte sarebbe stata assai più efficace se avesse tirato fuori il fatto semplice che la manovra di Bilancio licenziata il 30 dicembre non serve nemmeno a chi la fatta perché il governo che ha promesso miracoli in campagna elettorale e ha fatto il contrario, vuole tenersi le mani libere per quella del 2026, promettendo di nuovo tutto e il contrario di tutto per poi non mantenere niente, perché – vi sveliamo l’arcano – mancano i piccioli.
A conferma del fatto che il governo Meloni parla di metterci la faccia, ma poi a mettercela è Giorgetti, pochi rappresentanti del Governo si sono infatti presentati a mettercela, la faccia, a cercare di rimediare all’ennesima figuraccia meloniana di una manovra che non prevede né crescita, né sviluppo, ma solo – al solito – i consueti bla bla bla.
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Leggi l'articolo →Vedete, amiche e amici che sedete sui banchi dell’opposizione e che da mesi dite le stesse, identiche cose, senza offrire un’alternativa politica credibile nemmeno a chi vi voterebbe comunque, è ora di muovere le chiappe e magari raccontare urbi et orbi che grazie allo spread sotto il 67 o giù di lì, si determinerà un tesoretto per il governo in carica che sfrutteranno con la consueta abilità per prendere per i fondelli gli elettori anche la prossima volta.
E la miracolosa Schlein che ha raccolto il PD al 15% e lo ha portato al 22, avrà anche fatto un piccolo miracolo, ma da 24 mesi circa il PD dal 22% (un po’ sotto un po’ sopra) non si schioda, dunque potrebbe anche raccontare a chi la vota già e a chi a votare non ci va più perché ne ha fin qui che cosa intende fare a parte lanciare slogan e parlare come se fosse nel 1968.
Sarà venuto il dubbio a qualcuno dentro il PD dove oggi si affilano i coltelli più di prima (aspettate febbraio e vedrete) che questa strategia della segreteria attuale (dove si sono serrati ranghi anche con i bonacciniani per accoltellarsi meglio) non porti molto più in là di dove è già arrivata? Il linguaggio e l’atteggiamento politico del tutto nuovi portati da Silvia Salis qualcosa avrà insegnato o è troppo il terrore che la Sindaca di Genova si candidi per Palazzo Chigi (con Renzi al seguito)?
Sono domande senza risposta, risposte che solo il tempo fornirà e dinamiche politiche che sono già lì sotto gli occhi di tutti, ma non di coloro che la politica non possono osservarla da vicino e la ascoltano invece da sei reti televisive, una dozzina di radio nazionali sotto lo stesso padrone (più le reti Rai) e un numero imprecisato di settimanali e quotidiani di parte, tutto dominato dalla stessa radice, dicasi denari, dicasi famiglia. E non andiamo oltre.
Per ora non resta che rimanere attoniti, o ammazzarsi dalle risate perché dipende sempre da come si è fatti, e seguire le evoluzioni di questo politicume boccalone e incapace legato non a un progetto politico, ma a progetti a brevissimo termine per un voto in più. Statisti fatti e finiti. Volevamo dire fatti e finti. Saran le feste….
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(31 dicembre 2025)
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