di Ennio Trinelli

Siccome la circolare Gelmini non basta più, è del 2010 e per non innovare per niente bisogna innovare tutto, si è scoperto che il limite del 30 per cento di stranieri nella stessa classe non basta più; siccome questo governo è quello del legiferare a qualsiasi costo, dell’irrigidire al di là del buon senso, del normare dentro un delirio normativo inutile, ecco Meloni lanciarsi alla conquista dei giovani del suo partito con slogan semplicissimi (e quindi semplicemente comprensibili) per creare entusiasmo e attaccamento al leader. Dunque via a un ulteriore restringimento a parole del numero di stranieri nelle classi italiane – il cattivismo sugli alunni italiani discriminati a favore di insegnamenti che funzionali ai bisogni dei soli stranieri poteva essere risparmiato, ma non ci si aspetta tanto. Ci si affida ai dati.
E i dati sono, come sempre, distribuiti ad minchiam e ad uso del leader, che siano anche aderenti alla realtà non importa. Dunque si ricordano giusto per riempire spazi tra un conato e l’altro. Così mentre Meloni vende invasioni di stranieri analfabeti dell’italiano versus alunni italiani supercolti costretti a rallentare la loro corsa verso il Nobel da questi barbari, si scopre che nelle scuole italiane i non italiani sono solo l’11 per cento del totale e le classi con più del 20 per cento sono al Nord. Che i problemi a scuola sono altri è già stato detto, dunque ripetere non giova – anche perché della scuola non frega niente a nessuno se non per quei due milioni di dipendenti che sono serbatoio di voti.
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In realtà è evidente (ed è quasi cronaca) che alla presidente del Consiglio, in gran spolvero di fronte alla platea dei giovani del suo partito durante Fenix, l’evento di Gioventù nazionale, della scuola non importi granché, ma le serviva oscurare Salvini e la sua Pontida e pure Vannacci con il suo intervento a Futuro Nazionale: doveva spararla grossa e va detto che lei in questo è, al momento, imbattibile. Dunque ecco la proposta in puro stile vannacciano con contorno di cinismo gratis, che non serve a nessuno: il vero cancro che sta corrodendo inesorabilmente questo paese. Che esiste una legge come la Bossi-Fini scritta per impedire nei fatti l’integrazione degli stranieri così che le destre possano continuare a speculare sugli irregolari non è un segreto per nessuno; che il sommerso degli oltre 500mila stranieri irregolari che lavorano in nero spingendo un’economia sommersa che nessuno vuol fare emergere non è nemmeno un segreto; che si continui a rifiutare lo ius soli spacciandolo per una pericolosissima misura che mette a rischio la società e che non vengano introdotti corsi obbligatori (obbligatori, mica bruscolini) di lingua italiana per gli stranieri – corsi seri, non le quattro ore settimanali dove si impara poco o quasi nulla – con studio obbligatorio della Costituzione, sembra fare parte della strategia che consente a queste destre inconcludenti e parolai di soffiare sul fuoco dell’odio e dell’intolleranza. Un cattivismo che ci perderà. Tutte e tutti.
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(21 settembre 2026)
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