Mario Adinolfi che si trovava ai domiciliari da luglio dopo essere stato arrestato con l’accusa di truffa aggravata e continuata, esercizio abusivo dell’attività di raccolta del risparmio, abusivismo finanziario ed omessa dichiarazione dei redditi è stato portato in carcere per avere continuato ad usare i social dai domiciliari nonostante le prescrizioni contenute nell’ordinanza che lo ha posto ai domiciliari dicesse che non doveva.
Adinolfi, davanti al gip di Roma, a luglio aveva respinto le accuse di truffa ed evasione fiscale per le quali era stato agli arresti domiciliari: “Se io sono un evasore allora lo sono tutti quelli che giocano online. Ho sempre fatto una vita morigerata, altro che Courmayer, non so neanche sciare”. I domiciliari gli sono stati revocati in data 21 settembre, per aver comunicato via social dalla propria abitazione.
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