di Daniele Santi

Il governo che è tutto un normare, che è sempre meglio che agire, è dunque salito in cattedra nel dì di festa dedicato a Fenix, ad uso e consumo di ragazzini intruppati con magliette tutte uguali da far gridare a squarciagola, con un nuovo decreto legge (ma pare abbiano già cambiato idea sullo strumento legislativo). Il decreto istituisce nuovi divieti: quello sul vietare classi con un numero di studenti stranieri superiore al 30% (che non è nuova risale al 2010, la istituì la ministra Gelmini), una legge fatta sulla pelle dei bambini unita al divieto di Burka e Niqab nelle scuole, che nessuno indossa. Pura propaganda.
L’aspetto esilarante della nuova misura propagandistica ad usum adolescentium è che si farà un decreto legge con molti distinguo: ad esempio non si applicherà agli studenti che parlano italiano, quindi si applicherà ai bambini (bambini, mica adulti… bambini) che non parlano per niente italiano: una percentuale tra lo 0,5 e l’1,5% del totale dei bambini che vanno a scuola. Un decreto legge per meno di centomila bambini. Sembra accanimento, ma è compassione. Verso gli Italiani perché da Palazzo Chigi si assurge direttamente al titolo di Patrona d’Italia, anche senza decreto legge.
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Quindi siamo alle prese con un’altra misura imprescindibile che va a toccare direttamente gli interessi primari degli Italiani: mangiare, guadagnare di più, avere lavori stabili, non essere poveri pur avendo un lavoro fisso, calmierare il prezzo degli alimentari (discount sotto casa mia: pomodori pachino a 1,79 € la settimana scorsa e a 2,49 stamattina, sono 70 centesimi in più a confezione), non avere la benzina e il diesel che volano allegramente verso i 3 euro al litro e stupidaggini simili. La priorità è un decreto legge che riguarda meno di 100mila persone per mettersi di traverso a Salvini e Vannacci.
Ora, considerando che nelle scuole manca la carta igienica (se la portano da casa), gli edifici sono fatiscenti, la qualità dell’insegnamento meglio non parlarne nonostante gli sforzi dei docenti, si gela d’inverno e si crepa di caldo non appena spunta il sole, ci aspettiamo qualche imprescindibile decreto come, ad esempio, normare lo strizzare il tubetto del dentifricio secondo regole aderenti al made in Italy e ideologicamente lontane dalla dittatura delle sinistre.
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(21 settembre 2026)
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