Nel silenzio del governo e della politica di governo, che significa silenzio della società, che significa silenzio della verità, che significa donne morte ammazzate mentre il silenzio permane, sei donne sono state uccise in Italia in poco più di una settimana, da Ferragosto a oggi. Dal governo Meloni si parla di Ceuta, perché ci sono priorità, la più importante delle quali è creare emergenze dove non ci sono invece di occuparsi della realtà quotidiana, mentre uno scia di sangue di donne ammazzate da mariti e famigliare attraversa l’Italia, nel silenzio di chi decide.
A compiere i sei femminicidi sono stati in tutti i casi uomini di nazionalità italiana, all’interno del contesto domestico. Non si osa pensare alla caciara che avrebbero sollevato queste destre se tra i mariti violenti ci fosse stato un solo straniero. Non si osa pensare alla reale efficacia delle misure di protezione, alla effettiva efficacia dei deboli appelli a denunciare che le autorità lanciano, quando non sono impegnate a fare altro, all’ignorare la gravità del fatto che le donne vengono uccise nel silenzio delle mura familiari, dagli affetti di una vita. Uniche voci dissonanti nel silenzio assordante sulla questione quelle dei centri antiviolenza che denunciano il persistere di una pericolosa sottovalutazione del rischio.
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(21 agosto 2026)
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