Uno dopo l’altro i paesi dell’UE presentano il conto a Giorgia Meloni e al suo governo, dopo l’innecessario e irragionevole irrigidimento sul trattato di Schengen contro la Spagna, sospeso a tempo indeterminato, cioè fin quando paia opportuno alla presidente del Consiglio in una presa di posizione inutile, insensata e impopolare (se non per il suo elettorato di creduloni). Dato che si sospende Schengen unilateralmente, così per dimostrare chi comanda, ecco che anche l’Olanda – dopo Germania, Svizzera, Austria, Svezia e Finlandia – rimanderà in Italia i richiedenti asilo che hanno avuto come primo approdo il territorio italiano e di cui dal 2022, Meloni si disinteressa. Dunque l’UE dimostra che i rimpatri funzionano, ma contro l’Italia.
Non è stupefacente che questo avvenga, è sconcertante che il governo non dica una parola sulla questione limitandosi alle solite dichiarazioni di Tajani sullo stile del se arrivano droni non affacciatevi alle finestre, o alle grida di Donzelli sulla scomparsa di Elly Schlein in tempo di ferie, argomento politico di singolare pregnanza in tempi di vacche magre. Certo questi sono solo i primi effetti dell’accordo di Dublino del giugno scorso contro il quale non perderanno occasione di scagliarsi proprio come se non l’avessero firmato anche loro.
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