“Salvini dovrebbe passare una settimana con chi ogni giorno vive da pendolare, con chi prende un treno per necessità. Dovrebbe salire sui convogli delle prime ore del mattino, attendere su una banchina dopo l’ennesima cancellazione senza spiegazioni, fare i conti con ritardi che compromettono il lavoro, lo studio e la vita familiare. Solo così capirebbe che dietro i disservizi non ci sono semplici statistiche, ma il tempo di vita di milioni di cittadine e cittadini. Chi guida il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha il dovere di garantire un servizio pubblico affidabile, sicuro e puntuale. Oggi, invece, troppi utenti si trovano a convivere con ritardi, cancellazioni e disagi che non possono più essere considerati eccezioni, ma il sintomo di un sistema che richiede interventi concreti e una chiara assunzione di responsabilità.
La mobilità è un diritto e uno strumento di uguaglianza sociale e territoriale. Significa consentire a tutte e tutti di lavorare, studiare, curarsi e costruire opportunità senza che gli spostamenti diventino un ostacolo. Per questo chiediamo a Salvini di fare fino in fondo il ministro dei Trasporti: meno propaganda e più impegno per restituire alle persone un servizio all’altezza delle loro esigenze e del rispetto che meritano”.
Così Marta Bonafoni, coordinatrice della Segreteria nazionale del Partito Democratico con delega al Terzo Settore e all’Associazionismo.
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