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L’Italia concede le basi agli USA. Perché in Europa ognuno fa come gli pare?

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Testo:

L’Italia è pronta a concedere l’utilizzo delle basi americane nella penisola (Crosetto: “Basi Usa? Nessuna richiesta” ma si vota in parlamento e l’esito è più che scontato), ma non tutti in Europa lo faranno. Perché, siamo tutti nella Nato e siamo tutti nella Comunità Europea, ma tutti fanno quello che gli pare. Sembra assurdo, ma è così. Ogni nazione decide se partecipare alla guerra, se concedere le proprie basi, se mettere a disposizione le proprie truppe. A seconda del Governo di turno, di quanto gli sta simpatico Trump, di quanto sono sottomessi a Trump, ognuno decide in proprio. Ma lo fa per rispondere a logiche politiche, di convenienza o cosa? Pedro Sanchez dimostra una coerenza che altri sembrano non conoscere. Lui ricorda cosa gli ha insegnato la storia, ovvero che la guerra non risolve le guerre. Ricorda come ventitré anni fa l’esigenza era eliminare le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein e come, quella guerra non è servita a portare pace e democrazia da nessuna parte, perché la guerra non migliora la vita delle persone: se va tutto bene non la elimina. In compenso, senza Saddam, il terrorismo ha devastato il mondo intero. Oggi l’esigenza sembrava fosse quella di prevenire che l’Iran si dotasse di armi nucleari, e, ancora una volta, lo ha deciso solo una nazione, sempre quella, sempre quella delle guerre a casa di altri: gli Stati Uniti d’America.

La verità, come sempre, sta da un’altra parte: Trump ha bisogno che non si parli dei file di Epstein, Meloni ha paura di scontentare l’amico Trump (chissà che in futuro magari la possa anche chiamare per avvisarla quando farà una guerra), Von Der Leyen non ha potere e si barcamena come può, Sanchez ha una morale e un’etica che altri non hanno e si comporta come crede sia meglio per la sua Spagna.

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Intanto, dietro le quinte, l’amico Putin si lecca i baffi. Chi pensa all’Iran non pensa all’Ucraina. Vedremo cosa succederà a breve, ma, forse, non saranno buone notizie.
Fatto sta che è inutile illudersi che, ancora una volta, si riesca ad avere una posizione comune della Comunità Europea. Ognuno fa quello che gli conviene. Attenzione però, parliamo di quello che conviene personalmente e alla sua parte politica, di certo non quello che conviene alla popolazione che amministra. E questa è la triste storia che raccontiamo oggi.

 

 

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(5 marzo 2026)

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