“Di imbarazzante ipocrisia le parole di solidarietà di Meloni per l’attentato al Pride di Berlino, la Presidente del Consiglio si rivolge solamente al Governo tedesco, non nomina il Pride e riesce a non menzionare in alcun modo la natura omofobica dell’attentato”. Così Rosario Coco, Presidente di Gaynet, in una nota.
La presidente Meloni, è noto, ha rilasciato un freddissimo, ma istituzionalmente perfetto (nella sua ferocia) comunicato subito dopo i fatti di Berlino, scegliendo scientemente un tono che le ha permesso di omettere ogni riferimento al Pride e alla comunità LGBTIQA+.
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“Esprimo, a nome del Governo italiano” – recitava la gelida nota di Meloni – “solidarietà e sincera vicinanza per le drammatiche notizie che giungono da Berlino. L’Italia condanna e si oppone con forza a qualsiasi forma di odio ed estremismo, lavorando ad ogni livello per difendere la libertà e la sicurezza dei nostri cittadini. Un pensiero commosso ai familiari della vittima e auguri di pronta guarigione ai molti feriti. Siamo al fianco della Germania e del popolo tedesco”.
Il presidente di Gaynet, Rosario Coco sottolinea proprio l’aver taciuto ogni riferimento alla comunità colpita.
“Sono stati colpiti il Pride, la comunità LGBTQIA+ e un sistema di valori che da decenni integra libertà e diversità etnico-culturale, come quello tedesco”, recita la nota di Coco. “Si tratta di un episodio frutto del clima di odio e di radicalizzazione che si respira negli ultimi anni, fomentato dalle destre estreme in Europa e nel mondo. Al nostro Governo, basti leggere Salvini, interessa guardare il dito e non la luna, gridando alla cosiddetta “emergenza islamica”. La vera emergenza è quella di spegnere l‘odio religioso e lavorare per un Europa della laicità e dei diritti per tutte le persone. Ma alla destra italiana di tutele contro le discriminazioni non interessa nulla, basti ricordare che, dal gennaio 2025, non c’è stata dal Governo una sola parola di solidarietà contro l’escalation di aggressioni omotransfobiche, ormai una ogni due giorni (Info pack Gaynet 2026).
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(26 luglio 2026)
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