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Ben arrivato 2026. E mò so cxxxi nostri (io la penso così)

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di Marco Biondi
Ben ritrovate, ben ritrovati e buon anno a tutte e a tutti!
Abbiamo scavallato la fine anno e finalmente possiamo parlare della finanziaria. Cosa comporterà per noi e cosa nasconde. Parlarne prima era inutile. Una manfrina senza fine per dare visibilità ai vari partiti della maggioranza su singole richieste che, tanto non sarebbero mai state accolte. Il ragionier Giorgetti, nel vestito di Mario Draghi, ascoltava e rideva. Tanto sapeva già benissimo cosa avrebbe dovuto fare.
Il primo obiettivo, certamente concordato con la “capa”, era di restare rigidamente nei parametri senza fare nulla di espansivo e costoso. Abbassare lo spread era indispensabile per creare le condizioni di ridurre il costo degli interessi e avere quindi a disposizione, per il periodo della campagna elettorale che inizierà nel quarto trimestre di quest’anno e si allungherà fino alla primavera del 2027 (con la nuova finanziaria), un tesoretto da spendersi e farsi belli. Vincere le elezioni non deve essere in discussione.

Nella prossima legislatura si dovrà eleggere il nuovo Presidente della Repubblica e deve essere ovviamente “dei loro”. L’imminente modifica delle Legge elettorale darà certamente loro una bella mano.
Quindi cosa è stato fatto? Qualcosa di buono c’è, ma ci sono anche cose perfide. Cominciamo da queste.

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La rimodulazione delle aliquote fiscali è stata studiata per aiutare il ceto medio. Ma come, direte, chi non arriva alla fine del mese si fotta e voi pensate a chi ne ha di più? E si, e la ragione è semplice. Chi già sta bene o benino, avendo più soldi a disposizione, aiuterà a migliorare l’economia: comprerà di più, viaggerà di più, farà più vacanze. Semplice. Quelli che avrebbero bisogno di supporto per comprare pane e latte tanto in un modo o nell’altro si arrangiano. L’hanno sempre fatto e lo faranno anche l’anno prossimo. Ma se diamo più disponibilità a chi già spende, aiutiamo l’economia a girare. Furbi no?

I soldi dove li prendono? Da banche e assicurazioni. Ma, state pure tranquilli, non dai loro utili. Perché questi aumenteranno commissioni e tariffe e quei soldi li recupereranno senza problemi. Da chi? Da tutti, ovviamente. Così come tutti pagheranno gli aumenti di autostrade, gasolio, sigarette, assicurazioni. A Giorgetti il fu Ugo La Malfa, ministro repubblicano della prima repubblica, fanatico del pareggio di bilancio, gli fa un baffo.

Il resto sono minutaglie. L’aumento dell’età pensionabile dal 2027 serve l’anno prossimo, solo che in campagna elettorale mica potevano dire che, loro che dovevano abolire la Legge Fornero, invece la rendono più aspra! Dodici mesi e nessuno se ne ricorderà più.

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Ovviamente nessuna misura seria per ridurre le spese loro. D’altra parte, mica sono fessi. Fessi sono stati gli italiani che hanno votato il referendum per la riduzione del numero dei parlamentari, voluto a tutti i costi dai 5stelle. Come si può leggere Qui – Taglio dei deputati, meno politici ma la spesa non cala: i conti di Camera e Senato – sempre per chi può accedere a Repubblica.it – scopriamo che da una rielaborazione dei rendiconti ufficiali di Montecitorio emerge che nel quinquennio 2017-2021 la spesa annua complessiva si collocava stabilmente poco sopra il miliardo di euro (circa 1.034 milioni di euro annui in media), mentre nel periodo successivo, tra il 2022 e il 2024, l’andamento complessivo mostra valori più elevati rispetto al passato (con una media rielaborata pari a circa 1.293 milioni di euro). Se andassimo a chiedere spiegazioni, ci direbbero che c’è stata l’inflazione. Cosa ovviamente non avvenuta per i comuni mortali che hanno visto il carrello della spesa aumentato del 25% negli ultimi quattro anni. Passiamo oltre con una constatazione: ma i 5stelle, qualcosa di giusto l’hanno mai fatto? Boh?

Poi qualcosa di buono in manovra si trova. Io personalmente sono favorevole alla tassa di 2€ sui pacchi provenienti da Paesi extra UE. Stiamo togliendo vendite ai piccoli negozi sotto casa, per andare a comprare delle stupidaggini dalla Cina. Almeno, con questo dazio, rendiamo le cose di piccolo valore meno convenienti.

Male fa, la sinistra, ad attaccare in modo indiscriminato e soprattutto personalizzato verso la Meloni.
Nostra Signora della Garbatella gode della fiducia di quasi un italiano su due. Urlare mandiamo a casa la Meloni significa parlare a metà della popolazione. Invece se si parla di salario minimo, di recupero dell’inflazione, di controllare le tariffe, si potrebbe avere l’attenzione di quasi tutti. Non mi sembra così difficile da capire.

Nel salutarvi, mi fa piacere dirvi che, dal 25 di questo questo mese, uscirà un nuovo mensile prodotto da Gaiaitaliapuntocom Edizioni con il sostegno di Gaiaitaliapuntocom APS, si chiamerà GaiaitaliapuntocomMESE e sarà pieno di articoli interessanti (magari altri meno belli, visto che ci scriverò anche io), ma io vi inviterei ad iscrivervi alla Newsletter al link precedente per riceverlo direttamente via email, comunque.

Il mensile è in due versioni: in PDF e anche in versione sfogliabile (Flipbook per i più informatici, che si sfoglia proprio come un giornale, ma da uno schermo). Lo leggete quando vi pare con tutte le pause che deciderete di prendervi, e, come sempre, non vi costa nulla.

 

 

(16 gennaio 2026)

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