di Giovanna Di Rosa
Quando si dice essere nati perfetti, onnipotenti, capaci, pieni di soldi e di boria, fino ad arrivare al totale disprezzo (che si è sempre avuto) di regole e leggi, si pensa a Donald Trump, il messianico presidente che sta mettendo a soqquadro gli USA dando la colpa a dio, invocando la propria moralità come se ne avesse una. E le sue azioni dimostrano che la moralità non sa nemmeno dove stia di casa.
Persino gli americani che ci sono cascati – e per ben due volte – si stanno ricredendo. Ora toccherà stare alla finestra e vedere cosa sarà capace di scatenare qualora dovesse perdere le midterm di novembre. Ci son motivi per essere preoccupati.
Non si stupiscano gli elettori-lettori di questo umile brogliaccio web. Basta guardarsi intorno, in questo paesucolo di poco meno di una sessantina di milioni di abitanti, per vedere come gli italiani quando c’è da cadere nelle trappole di chi la racconta bene non abbiano rivali: a partire dagli anni Venti del secolo scorso non c’è stato dittatorello incolto, impreparato, colluso con poteri innominabili, impreparato, cialtrone, vigliacco e abile oratore che non abbia infinocchiato l’Italia con regolari elezioni. Lo scriviamo così, a titolo umoristico, come se non fosse mai successo.
Così come, con lo stesso bastardo umorismo, che sottolineiamo come sia stato proprio grazie alla granitica moralità che millanta che il boccalone Trump nuovo bulldog a stelle e strisce, sia riuscito l’8 gennaio scorso a dare della terrosista, post-mortem, a una donna americana, nata nel Delaware, madre di tre figli, americana e WASP, trentasettenne, ammazzata a sangue freddo dalle forze di sicurezza anti-immigrati da lui, il bulldog, spedite a Minneapolis in nome della militarizzazione-trumpiana delle città governate dai Democratici.
Davvero la moralità di Trump è da prendere ad esempio.
La reazione del Sindaco di New York, Zohran Mamdani
Mamdani si è fatto sentire. Dopo avere condannato l’omicidio della donna a Minneapolis e a denunciare i “raid crudeli e disumani” di Trump contro i migranti. E ha quindi annunciato che New York non sosterrà né collaborerà in alcun modo con l’Immigration and Customs Enforcement, meglio noto come ICE. La decisione dopo l’uccisione a sangue freddo della donna a Minneapolis e una quantità fuori scala di abusi, soprusi, violenze e rastrellamenti anticostituzionali della “polizia trumpiana” contro i migranti.
Dunque Mamdani (che c’è da augurarsi rimanga libero a sufficienza per governare) la polizia di New York non solo non aiuterà l’ICE, ma non condividerà dati né risorse e non contribuirà a quelle che sono ormai vere persecuzioni razziali. Il Sindaco di New York ha quindi revocati tutti gli ordini di collaborazione del precedente sindaco anche nel carcere di Rikers Island e ha chiuso la faccenda dichiarando: “Quando gli agenti dell’ICE attaccano gli immigrati, stanno attaccando ognuno di noi, in tutto il Paese. New York non è qui per assistere gli agenti dell’ICE nel loro lavoro. Siamo qui per rispettare le leggi della città”.
(9 gennaio 2026)
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