Gratteri va in televisione, nella nuova stagione de La7, con un nuovo appuntamento in quattro puntate dove affronterà il tema mafie. Gran levata di scudi. Dal popolino. Non dalla politica. Perché se la politica ha il difetto di dire la qualunque in qualsiasi occasione in una cosa è abilissima, stare zitta quando è il momento.
Grande fastidio da parte di leoni da social, persone con licenza media che dissertano sulla stabilità del ponte di Salvini elencando rischi e benefici dal punto di vista ingegneristico; imbarazzanti signor nessuno che spento il telefono spengono anche il cervello, perché l’originale con sinapsi e neuroni che gli hanno in dotazione non lo sanno usare; gran spifferi di è uno scandalo che un magistrato vada in televisione a parlare di mafia.
Il Governo va sotto sulla Legge elettorale che Meloni fortissimamente vuole
Aveva persino fatto un post pubblico per dire "io le preferenze le voglio", ma nemmeno questa le è... →
Forse doveva andare in televisione e fare la ballerina?
Insomma eccoci di nuovo a quel paesucolo che è pronto a puntare il dito contro un uomo dello Stato che lotta per lo Stato con tutti i mezzi, spesso attaccato dallo Stato che però conosce i suoi mezzi e sa che non può abusarne, ed è pronto – quel paesucolo – a incassare i suoi cinquanta euri e votare quel candidato che gli indicano lor signori. Ed è sempre meglio un cinquanta euro che una pallottola in testa, direte voi. Verissimo, come è vero che è meglio un Gratteri a La7 che un cretino qualsiasi su Instagram.
“Bipopulismo” o dell’orrido termine populista che piace tanto a Calenda
Le inspiegabilmente frequenti apparizioni televisive non tolgono i dubbi su Carlo Calenda che si vede elaborare concetti eccessivamente... →
(7 luglio 2025)
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