Rasmus Paludan, l’estremista di destra fondatore del partito Stram Kurs (Linea Dura), noto non tanto per le sue inconsistenze politiche quanto per il gesto eclatante di bruciare il Corano in pubblico, condannato lo scorso novembre da un tribunale svedese a quattro mesi di carcere, era atteso al Remigration Summit, il convegno sulla remigrazione previsto in Lombardia, ma non gli è stato permesso l’ingresso in Italia.
Lo scrive il sito Facta ripreso anche dall’Huffington Post.
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La decisione, secondo le informazioni, è stata presa dal prefetto di Varese, che ha disposto per lui un divieto di ingresso sul territorio italiano per dieci anni.
Rasmus Paludan è stato condannato lo scorso novembre da un tribunale svedese a quattro mesi di carcere per aver bruciato copie del Corano in diverse manifestazioni, tra cui una davanti all’ambasciata turca a Stoccolma, provocando proteste internazionali e l’ira del presidente turco Erdoğan, oltre ad essere sospettato di contatti con ambienti legati al gruppo paramilitare russo Wagner, accusa che ha sempre respinto.
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(16 maggio 2025)
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