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Maternità surrogata, Gaynet: paragonarla a genocidio è un insulto alla Vita, ddl Varchi è contro la famiglia 

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di Paolo M. Minciotti

“Paragonare la gestazione per altri al genocidio è un insulto alla vita e ai veri massacri di donne e bambine ai quali stiamo assistendo in questi giorni”. Lo ha detto Rosario Coco, Presidente Gaynet, durante la conferenza stampa delle associazioni LGBTQIA+ in Piazza Vidoni contro il ddl Varchi.

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“Il ddl Varchi è l’ennesimo atto autoritario del governo Meloni, che decide per legge quale debba essere la famiglia da tutelare. Il ddl inasprisce il divieto della gestazione per altri (o maternità surrogata) per tutte le coppie, anche se effettuata all’estero, elevando la pratica a reato universale, come la pedofilia e il genocidio. Anche se 9 coppie su 10 che vi ricorrono sono eterosessuali, la legge ha il chiaro obiettivo di colpire i genitori e le coppie dello stesso sesso; proibire la genitorialità significa criminalizzare chi costruisce percorsi di vita: altro che difendere la vita. La legge” ha continuato Coco “criminalizza i genitori e promuove l’idea che i figli e le figlie già nate siano “prodotti” di un reato, in barba alla retorica della mercificazione e della denatalità. La gestazione per altri è regolamentata per legge in 65 Paesi nel mondo, di cui 35 prevedono la forma solidale. La questione non è vietare – prosegue il presidente di Gaynet – ma quale modello proporre: se si vuole chiudere ogni spiraglio allo sfruttamento delle donne l’urgenza è regolamentare il modello di GPA altruistica e solidale, evitando che tutto sia lasciato nelle mani dell’incertezza normativa e di chi ha la possibilità economica di trovare in ogni caso soluzioni all’estero. Ma si sa che per i più facoltosi, ad esempio Elon Musk che ha diversi figli e figlie nate con la GPA, la presidente Meloni è pronta a chiudere più di un occhio. Insieme alla società civile e alle nuove generazioni – ha concluso Rosario Coco – continueremo a lottare per cambiare il diritto di famiglia in Italia e consentire a ogni persona di costruire liberamente i propri affetti, la propria famiglia e i propri percorsi di genitorialità”.

 

(16 ottobre 2024)

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