Siamo all’ennesimo “dio vuole che io sia presidente” che arriva immediatamente dopo quello che dovrebbe essere stato un attentato a suon di pallottole da un’arma che non ha sparato un colpo. Un altro inspiegabile mistero che trova la sua spiegazione nel volere dell’altissimo al quale mettiamo in bocca desideri solo nostri e frasi mai pronunciate?
Siamo al delirio teocratico della teocrazia Trump che si oppone al quella degli Ayatollah, a loro volto unici illuminati da un divino al quale noi non abbiamo accesso, poveri disgraziati mortali, che decide per conto degli uomini chi è il suo preferito e chi sia l’eletto.
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Ora vedremo a novembre se sarà fatta la sua volontà (quella di Trump che incolpa un dio incolpevole di decisioni cagionevoli agli uomini) o se gli uomini, essendo chiaro il libero arbitrio che possiedono, decideranno di scegliere secondo loro e allora sarà nuovamente guerra santa. La questione riguarda direttamente tutte le destre che stanno in terra, pronte a coagularsi come sangue rappreso attorno all’idea fanfarona che sia un messaggio divino a imporre il cialtronume nella democrazie sane, fino a minarne le fondamenta.
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(17 settembre 2024)
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