Siamo all’ennesimo “dio vuole che io sia presidente” che arriva immediatamente dopo quello che dovrebbe essere stato un attentato a suon di pallottole da un’arma che non ha sparato un colpo. Un altro inspiegabile mistero che trova la sua spiegazione nel volere dell’altissimo al quale mettiamo in bocca desideri solo nostri e frasi mai pronunciate?
Siamo al delirio teocratico della teocrazia Trump che si oppone al quella degli Ayatollah, a loro volto unici illuminati da un divino al quale noi non abbiamo accesso, poveri disgraziati mortali, che decide per conto degli uomini chi è il suo preferito e chi sia l’eletto.
La memoria di Babij Jar e l’ipocrisia del presente: perché la critica a Netanyahu non è antisemitismo
di Marco Maria Freddi Mescolare la memoria della Shoah con le contingenze geopolitiche del presente è un’operazione intellettualmente... →
Ora vedremo a novembre se sarà fatta la sua volontà (quella di Trump che incolpa un dio incolpevole di decisioni cagionevoli agli uomini) o se gli uomini, essendo chiaro il libero arbitrio che possiedono, decideranno di scegliere secondo loro e allora sarà nuovamente guerra santa. La questione riguarda direttamente tutte le destre che stanno in terra, pronte a coagularsi come sangue rappreso attorno all’idea fanfarona che sia un messaggio divino a imporre il cialtronume nella democrazie sane, fino a minarne le fondamenta.
Metti che a Meloni non dispiaccia poi tanto che le affossino l’orribile legge elettorale Melonellum
Secondo le solite gole profonde parlamentari che spettegolano sempre su tutto, ma che nessuno mai sa chi siano,... →
(17 settembre 2024)
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