Lo scorso 17 maggio è iniziata la campagna Meglio a Colori sostenuta da
Gaynet, Rete Lenford, Arcigay, MIT, Agedo, Libellula, Gender X, Circolo Mario Mieli, Genderlens, Famiglie Arcobaleno, Rete Genitori Rainbow, Arco, Agapanto, I Sentinelli di Milano, Alfi, CEST, NUDI, T Genus, Cammini di Speranza, Edge, Dì Gay Project, Tenda di Gionata, Omphalos LGBTI e molte altre realtà.
Secondo gli ultimi dati della FRA (European Union Agency for Fundamental Rights – EU LGBTIQ Survey III), il 24% delle persone LGBTIQ in tutta Europa ha sperimentato le pratiche di conversione, mentre il 3% ne è stato sopraffatto. In Italia la percentuale è del 18%, 1 persona su 5, che corregge in peggio la stima del 10% della Società Italiana di Andrologia (2020).
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Queste pratiche provocano danni alla salute psicofisica delle persone e sono associate a un aumento del rischio di suicidio (Rapporto dell’Esperto indipendente delle Nazioni Unite del 2020). Tra i tentativi di conversione sono stati documentati dall’ONU: somministrazione di ormoni, ricorso alla masturbazione forzata, terapie del dolore, ipnosi, internamento in cliniche, campi e centri, pseudo consulenze psicologiche e religiose, esorcismi e persino elettroshock. Le Nazioni Unite li hanno definiti trattamenti disumani e degradanti, paragonabili alla tortura.
Siccome le nostre vite, quelle di tutte e tutti dentro e oltre l’orientamento sessuale personale, sono meglio a colori invitiamo a firmare qui la petizione.
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(25 maggio 2024)
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