Il quotidiano Repubblica pubblica quest’oggi un’intervista a un testimone che afferma di avere assistito al giocherellare con pistola del prode Pozzolo da Vercelli arrivato “allegro” alla festa che si stava chiudendo quasi a dimostrare la veridicità del post su Twitter (ora X) che affermava che le pistole non sparano da sole.
Il testimone citato da Repubblica afferma: “Abbiamo avuto tutti paura, c’erano dei bambini. Pozzolo è arrivato a fine serata, stavamo andando via: era allegro, ha tirato fuori la pistola senza che nessuno glielo avesse chiesto e all’improvviso è partito lo sparo”, perché succede che se ti porti appresso una pistola e ci giocherelli il colpo parte, soprattutto se è carica. Repubblica cita un agente di polizia che era presente alla cena di Capodanno nella sala affittata per l’occasione dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, sua sorella Francesca, che è sindaca del paesino, e da altri 28 invitati.
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E così mentre la telenovela dell’essersi sottoposto o no alla prova per evidenziare presenza di polvere da sparo su indumenti e mani, e mentre Pozzolo si è esposto al pubblico ludibrio con la rivendicazione sparata in faccia agli agenti di immunità parlamentare – dimenticossi Pozzolo da Vercelli che a seguito della riforma dell’articolo 68 della Costituzione del 1993, la magistratura non deve più chiedere l’autorizzazione della Camera prima di svolgere indagini su un deputato, a meno che non ne richieda l’arresto.
Si profilerebbe così all’orizzonte del Fratello d’Italia di Vercelli (“Io sono di Biella, sottolinea Delmastro abile ora a sottolineare una distanza) l’autosospensione, ne parlano gole profonde parlamentari che, ugualmente, parlano di una Giorgia Meloni furiosa per le scorribande di troppi dei suoi ragazzacci, scapestrati mica cattivi.
Ciò che è certa è la necessità di porre un freno a questi comportamenti che, a pensare male, sembrerebbero dettati da un’equazione un po’ distorta che recita sono di Fratelli d’Italia eletto in parlamento e farei quello che mi pare che certamente non giova a Meloni, non giova al Governo, ma soprattutto fa male al paese palesando l’inadeguatezza di chi, rivestendo un ruolo istituzionale, dovrebbe essere capace di tenersi a bada. I fatti sembrano andare in un’altra direzione.
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(3 gennaio 2024)
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