di G.G.
Era il momento di aprire bocca e il presidente del PD Stefano Bonaccini non si è fatto sfuggire l’occasione: “Non sarà con approcci minoritari che noi riporteremmo la destra all’opposizione. E voglio essere chiaro. Vocazione maggioritaria per noi è il contrario dell’autosufficienza, da soli non si vince mai”. Bonaccini ha poi suggerito di provare a “far capire anche alle altre opposizioni che, certo, il Pd da solo non può farcela, ma senza il Pd né M5s, né il Terzo polo potranno mai essere alternativi a questa destra, sempre che vogliano davvero essere alternativi a questa destra”.
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Mentre Matteo Salvini lo incensava come Commissario con una polpetta al veleno che saggiamente nessuno, né dal PD, né dall’Emilia-Romagna, né dal governo, ha raccolto Bonaccini è tornato al ruolo del PD, un “Pd non può che essere” secondo vocazione maggioritaria “il perno di un nuovo centrosinistra” sottolineando che per ogni no al governo serve “una controproposta che sia convincente”.
Le proposte di Bonaccini sono espresse in direzione nazionale PD dopo una relazione senza fine di Elly Schlein (44 punti, due ore e un po’, una pila di fogli e riuscendo a dire che non si può essere tutto e il contrario di tutto).
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(20 giugno 2023)
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