di Giovanna Di Rosa
Parrebbe essersi aperta la resa dei conti, è facile prevedere che sia solo la prima di una lunga serie, tra Meloni e la parte governista del governo, e la parte sfascista: la presidente del Consiglio avrebbe deciso di silenziare i decreti che abbaiano odio contro i migranti e il riferimento sarebbe ai decreti Salvini dei tempi dei vari governi Conte, quello che oggi è tutto una giustizia sociale.
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Secondo gole profonde parlamentari, Meloni avrebbe deciso di prendere in mano in una sorta di commissariamento tutta la faccenda migranti dopo averne perso il controllo con l’orribile vicenda cutrese. Meloni avrebbe così deciso di convocare il ministro salvinista Piantedosi, al quale potrebbe chiedere di consegnare lo scalpo e sul quale si addensano segnali di fumo che dicono “sostituisciti” dopo quello che Repubblica definisce “un approccio “burocratico” a un caso che pretendeva toni e parole adeguate al dramma” che non esclude una richiesta della premier di chiarimenti rispetto alle dinamiche del naufragio.
Con lei Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio a cui starebbe pensando di affidare affidato la gestione della nuova fase, si spera più umana. Su Salvini è nel frattempo calato il silenzio, e non stupisce: il ministro è abilissimo a far perdere le sue tracce quando il momento lo richiede.
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(6 marzo 2023)
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