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Quando, durante il “Conte Uno”, Giorgetti si guardava dal suggerire che il Superbonus portava i conti fuori controllo

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di Daniele Santi

Questa preoccupazione quasi paterna del ministro Giorgetti nei confronti dei conti dell’Italia e delle imprese edili che “riscontrano una difficoltà finanziaria rispetto alla possibilità di scontare i crediti maturati nel 2021, 2022 e questa prima fase del 2023”, lascia sorpresi di una sorpresa che si chiede: “Ma Giorgetti dov’era quando il Conte Uno ha deciso per questa misura che avrebbe messo così in difficoltà gli edili?”.

Oltre a quelle domande che andrebbero rivolte a Giorgetti – è vero che la Lega che era al Governo durante il Conte Uno aveva troppi impegni distribuiti tra l’odio ai migranti e il Papeete – ce ne sono altre che andrebbero indirizzate a Meloni d’Italia, la premier influenzata che mantiene tutte le promesse, soprattutto quelle che non ha rese pubbliche, che in un video del 17 settembre, a una settimana dal voto, allenava l’ugola dichiarando: “FdI è sempre intervenuta perché non si cambiassero le regole in corsa e proponendo più volte misure per sbloccare il mercato dei crediti incagliati e favorire la ripresa dei lavori nei cantieri”. Lo ricorda Repubblica e noi riproponiamo il ricordo per chi soffre di amnesia (sono sempre di più).

Così mentre si aspettano gli incontri paventati da Giorgetti con tutte le categorie coinvolte per “trovare tutte le forme possibili” atte a sgonfiare questo fenomeno frutto di una politica poco avveduta” rispetto alla quale la Lega non ha detto muh quando stava nel governo Conte e che contesta oggi, nei modi che vediamo. Il ministro leghista parla poi di una “misura d’impatto che si rende necessario per bloccare gli effetti di una politica scellerata usata anche in campagna elettorale e che ha prodotto beneficio per alcuni cittadini ma posto alla fine in carico a ciascun italiano 2mila euro a testa. Questo è bilancio di questa esperienza”. Repetita juvant: come mai la Lega sempre tanto attenta ai conti – soprattutto quando riguardano le proprie casse – non ha piantato la grana a tempo debito e la tira fuori oggi? Siamo al “quando Meloni non c’è i Giorgetti ballano” o cos’altro?

Quelli che avevano già fallito nel 2011 sono ancora tutti lì

Per fortuna anche Tajani, che è quel ministro degli Esteri che Berlusconi mette in difficoltà ad ogni rantolo,  decide che è necessario di un intervento a causa di “una lievitazione dei crediti” causato dal governo Conte per “mancata pianificazione” con conseguente “lievitare il numero dei crediti che era fuori controllo”.

Tanta attenzione ai conti pubblici non fa che riproporre l’antico quesito. Ci si chiede cioè se questa gente tanto attenta ai conti e a puntare il dito sia la stessa che nel 2011 stava portando l’Italia al default  con lo spread a 522,88 (Meloni era già ministra di quel governo) dicendo di essere attenti ai conti e puntando il dito; quelli che approvavano il Mes e oggi danno la colpa agli altri.

Forse con i conti ci sanno fare poco: oggi come allora. Ma parlano molto. E solo a loro beneficio. Basti ricordare che in quel periodo Berlusconi diceva: “I poteri forti tentano il blitz“. E tutti i gatti miao.

 

 

(18 febbraio 2023)

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