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Anno Nuovo, Unione Europea vecchia

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di Claudio Desirò

Finisce un 2022 tormentato, iniziato con la speranza di essere nella fase di uscita dalla pandemia, passato da una guerra vigliacca (ancora in corso) che ha portato con sé una grave crisi energetica ed economica, e che termina con lo spettro di una nuova recrudescenza pandemica che si avvicina alle nostre latitudini.

In quella Cina già epicentro della diffusione Covid nel 2019, l’epidemia sembra essere sfuggita dal controllo, nonostante le rassicurazioni di un regime comunista che non solo ha deciso di eliminare tout court tutte le misure sanitarie in corso, ma che da qualche giorno non fornisce più dati e collaborazione per il contenimento di un nuovo contagio su vasta scala.

L’Europa, ancora una volta, sembra volersi far trovare impreparata, con ogni Stato membro che fa da sé e con il nostro Paese, l’unico ad imporre tampone per i voli diretti, che viene criticato per questa scelta. In questo scenario va da sé che dall’esperienza di due anni orribili e dagli errori delle prime fasi, a cavallo tra il 2019 ed il 2020, non molto sembra si sia imparato molto, a partire dai flussi in ingresso dei viaggiatori provenienti dal Paese asiatico, che raramente arrivano nel nostro Paese con voli diretti, ma spesso fanno scalo in Paesi stranieri, extra UE.

Probabilmente, una recrudescenza stagionale non sarebbe evitabile, ma misure più restrittive, come ad esempio il tampone obbligatorio per tutti i viaggiatori in arrivo in Europa e provenienti dalla Cina, a prescindere da voli diretti o con scalo, potrebbe diluire nel tempo l’espandersi di un nuovo contagio, spostando l’eventuale picco pandemico verso primavera, cioè in mesi in cui anche il clima sarebbe più favorevole per il contenimento dello stesso. Misure che sarebbero facilmente attuabili nei tempi moderni, in cui si conosce perfettamente l’itinerario di volo di ogni singolo viaggiatore, ma che sembrano non essere nei pensieri di un’Europa sempre molto concentrata sugli aspetti economici e poco sulla tutela degli interessi degli Stati membri e dei suoi Cittadini.

Certo, dopo le recenti vicende legate al Qatar-gate che hanno evidenziato come, a forza di mazzette, a Bruxelles si sia scelto di tutelare maggiormente le istanze di Paesi Extra-UE, anche questa scelta di non attuare misure preventive nei confronti degli ingressi dalla Cina, insieme a molte perplessità, scatena qualche dubbio. Dubbi che, invece, non ci sono riguardo quanto questa Europa dovrebbe essere cambiata dalla basi, portando a quella vera unione dei popoli che abbia come fondamento il benessere comunitario non soltanto basato su aspetti economico-finanziari.

 

(30 dicembre 2022)

©gaiaitalia.com 2022 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 




 

 

 

 

 

 

 

 


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