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Susanna Camusso: “Ricucire con Cisl e Uil” sennò rischia che in Parlamento non ci finisce

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Susanna Camusso con l’ora senatore Mario Monti

di Giancarlo Grassi #Politica twitter@gaiaitaliacom #sindacati

 

 

Susanna Camusso e la CGIL sono ritornate in piazza in cinque città diverse contro le proposte del governo – raccontano, ma in realtà per tirare la volata di Camusso candidata per Bersani alle prossime politiche . La principessa di tutte le divisioni niente affatto casualmente si è appellata all’unità con CISL e UIL perché “divisi si è più deboli” e fatta l’unità sindacale magari arrivano anche più voti per l’agognata poltrona parlamentare nella lista di quelli che dovevano smachiare il gziaguaro.

Le proposte del governo sulla questione delle pensioni sono per Camusso, naturalmente,”insufficienti” perché non c’è bisogno di un genio per capire che per riempire una piazza bisogna trovare cose che non vanno nelle proposte. Proposte, va detto, assai migliori di quelle varate dal governo Monti buonanima che Camusso ed Epifani, insieme a Bersani, D’Alema, Speranza, Fassina e tutti i comunisti che son contenti di essere tornati ad essere comunisti, dio che bello essere comunisti, votarono senza battere ciglio in nome della stabilità. Perché Camusso ed i suoi prodi (oh qual infausto bisticcio lessicale!) devono sentirsi che hanno salvato la patria, sennò non stanno bene. Dunque ecco la CGIL, Susanna in resta, pronta a tirare la volata elettorale della segretaria generale del partito più rosso che c’è con un sindacato i cui iscritti votano in massa per Salvini.

Chiarissimo è quindi il motivo per cui è necessaria l’unità con CISL e UIL, per prendere più voti nel 2018 così da evitare lo sfracello del nuovismo dalemiano fuori dal Parlamento.

Camusso ha poi regalato la solita solfa sugli “impegni disattesi” (sempre quelli degli altri) e sul futuro di “giovani e donne, a cui continuano a non venir date risposte”; chissà perché non si pose il problema quando sostenne l’orrenda legge Fornero.

La manifestazione, la visibilità politica di Camusso e l’inno all’unità sindacale, non potevano poi non avere punti di forza nei riferimenti strumentali ad usum Camussorum al licenziamento di Ikea. Una donna che non poteva conciliare lavoro e due figli di cui uno disabile alla quale l’azienda si è rifiutata di dare ascolto. Una storia scandalosa.

“Scandalosa” come il legare la rivendicazione all’informazione che la CGIL sarà, insieme alla CISL e alla UIL, all’appuntamento che potrebbe portare alla nascita, ma non si sa mai, del soggetto unitario che si posizionerà a sinistra del PD (come se fosse difficile stare a sinistra del PD) formato da Art.1-Mdp, Sinistra Italiana e Possibile di Civati che insieme – ammesso che non si scindano nel giorno stesso dell’unione, a Sinistra Italiana è giù successo e non è fantapolitica – potrebbero anche fare un totalino superiore al 3% dei voti – a dio piacendo – assolutamente necessario alla storia d’Italia, come la straordinaria presenza in parlamento di Pippo Civati con le sue proposte da togliere il fiato, sta lì a dimostrare.

Leader della simpatica congrega di comunisti con il rolex potrebbe essere Pietro Grasso. Camusso si limiterà a fornire i suoi servigi come capolista in due collegi. Dicono in Lombardia. Sì, doppia candidatura, perché Susanna Camusso è tutta un’umiltà.





(2 dicembre 2017)

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