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di Marco Biondi

Ecco arrivato il mio primo giorno di lavoro. Sono un deputato della Repubblica, cosa da non credere. Non vi nascondo una certa emozione: è la prima volta. Se mi guardo intorno vedo volti famigliari, che risalgono alla mia infanzia. Persone che si sono fatte tre, quattro legislature. Sempre loro. E quasi tutti maschi. Adesso arrivo io e avrò tanto da imparare.

Intanto prendo possesso della mia postazione di lavoro. Non voglio fare il Pierino che si è fatto vedere qualche volta per caso, ma poi ha continuato a fare quello che gli pareva. No, io voglio esserci, partecipare, dare il mio contributo. Intanto piazzo il mio PC sul banchetto davanti a me, vedo che c’è spazio anche per il tablet. Meno male, così magari nei momenti di fiacca, mi posso seguire qualche partita o qualche film. Mi hanno detto che durante le votazioni la noia è mortale. Bisogna trovare qualcosa da fare. Occhio solo ai porno. Se ti beccano son dolori. Però, che soddisfazione, alla fine ce l’ho fatta.

Ho girato la mia zona in modo incessante per farmi conoscere. Il mio non era un seggio scontato, uno di quelli “sicuri”, io ho dovuto faticare. E spendere. Mamma mia quanti soldi: cene, aperitivi, convegni, donazioni. Me li sono dovuti conquistare tutti questi consensi. Ne vale la pena, però. Se penso allo stipendio e a tutti i benefici che avrò, in qualche mese recupero tutto quello che ho speso e mi sistemo per il resto dei miei giorni. Pensare che mi sono dovuto cambiare il telefono, che quello che avevo era vecchio e con poca memoria e mi sono comperato uno di quegli orologi intelligenti che ti avvisano quando ti chiama qualcuno e quando ti arrivano i messaggi. Non potevo permettermi di perderne nessuno.

Soldi spesi bene, comunque. Basta che mangi al ristorante della Camera per un po’, e anche quelli li recupero. Si spende niente! Praticamente adesso lo stipendio me lo metto via quasi per intero, tanto le spese per vivere me le rimborsano quasi tutte.

Oggi poi ci hanno detto che abbiamo un budget di 5.500€ per comperarci telefono, PC, tablet ecc. Ma non è ridicolo? Noi siamo qui perché queste cose le avevamo e le usavamo tutti i santi giorni e adesso, secondo loro, dobbiamo ricomperare tutto? E’ come se viene l’idraulico a casa tua e gli ricomperi gli attrezzi. Noi con queste cose ci lavoriamo e se non le avessimo avute, oggi non saremmo qui. Però dai, tutto fa brodo. Un bel PC nuovo per mia moglie, il tablet al ragazzo e il telefono nuovo alla ragazza. Tutto apposto. Tanto mica ti vedono se stai usando roba tua o quella nuova che hai comperato.

E’ proprio il Paese del “bengodi”, come diceva il grande Enzo Biagi. Pensare che l’ultima legislatura aveva dato il (quasi) 33% a quelli che dicevano che dovevano smantellare tutti i privilegi, pensavo proprio che la pacchia fosse finita. Invece non è cambiato niente. E’ diventato solo più difficile essere letti, visto che ci sono meno posti.
Che polli quelli del PD che gli sono andati dietro. Adesso abbiamo meno posti, ma il budget non è cambiato di una virgola. Meno posti, niente risparmi. Mi correggo, più che il paese del bengodi è il paese di Pulcinella. Qualcuno che fa il gioco delle tre carte e il popolo che ci casca e perde sempre! Altro che Gattopardo! Questi votano sempre gente diversa e poi si ritrovano sempre alla casella del Via. Il dubbio è fino a quando potremo andare avanti così. Fino alla fine di questa legislatura senz’altro. Io sarò a posto e poi… chi verrà dopo, vedrà.

Scusate, ora inizia la partita. Devo tornare a “lavorare”.

 

(1 dicembre 2022)

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