Alla mensa di Montecitorio: arrivano i menù regionali per i deputati

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di Giancarlo Grassi

Abbiamo sotto gli occhi, a quanto scrive Repubblica, gli straordinari effetti del sovranismo che decide, per amore del popolo di cui si riempie la bocca, di riempirsi la bocca in senso stretto con menù regionali all’ottima (dicono) e scontatissima (dicono) mensa di Montecitorio.

Parrebbe infatti, essendo in scadenza l’appalto di ristorazione della Camera, essere il Paolo Trancassini, questore in quota Fratelli d’Italia, proprietario del ristorante di famiglia La Campana, a due passi dalla Camera, il salvatore delle pregiate papille gustative dei signori deputati che pranzano al ristorante (scontatissimo, dicono) di Montecitorio dove “con sei euro si può far un pranzo veloce, magari aggiungendo anche della frutta fresca a 2,20 euro e una bottiglietta d’acqua minerale a 55 centesimi”, come da notizia di Repubblica del 26 gennaio scorso.

Così in tempi di autarchia alimentare, che per FdI sembra non significare che sei milioni e mezzo di italiani faticano a mettere insieme pranzo e cena, il ministero dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, in un paese in cui le parole cambiano di significato a seconda della convenienza, suona bizzarro che il Paolo Trancassani di cui sopra immagini per il ristorante della Camera menù regionali, così che ognuno delle Signorie presenti possano ritrovare un po’ di sapori di casa.

Perché ci vogliono soddisfazioni quando si ha una vita di merda a quindicimila euro al mese e un appalto per sfamare le loro Signorie costa venti milioni di euro all’anno. Di soldi pubblici.

Così dopo avere scoperto che i problemi principali degli Italiani sono i rave, il poter andare in giro con diecimila euro in contanti, i migranti e le diagnosi bizzarre dei medici (detto dalla presidente del Consiglio che non è medico, anche se conosce le lingue, suona altrettanto bizzarro), le destre classiste d’Italia scoprono un altro bisogno la cui soluzione è irrinunciabile: la necessità di sapori regionali nel ristorante di Montecitorio dove a pranzare è la classe politica, non la madre dell’Italia profonda che non sa cosa dare da mangiare ai figli. Tutto questo quando è di vergogna che ci sarebbe bisogno. Quella vergogna che fa vergognare che insegna la misura.

 

(10 novembre 2022)

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