di Daniele Santi
E’ sufficientemente disdicevoli assistere ad azioni come quelle messe in campo da Silvio Berlusconi nel corso del pomeriggio, quando ha rilasciato una serie di dichiarazioni contraddittorie spaziando da Casellati a Putin a Nordio lanciando messaggi a Meloni che continuano a dire “il Capo sono io” anche se non lo è più.
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Berlusconi sciorina poi una lista di ministri in sfregio a Mattarella e ad ogni cortesia istituzionale, lista di ministri che nessuno ha confermato se non lui. Così si arrampica sullo scontento relativo ai collegi elettorali che “hanno favorito la Lega” – e sarebbe bello capire dov’era lui mentre se li distribuivano, è una svista pesante per un capo supremo – e apre un problema serio nella maggioranza. Nel frattempo gli Italiani aspettano.
Poi, già che c’è perché la ribalta prima di tutto, ecco Berlusconi che se ne esce con un “Ho riallacciato con Putin, mi ha regalato della Vodka” che viene attribuita all’ex cavaliere e che Tajani prontamente smentisce: “E’ una frase del 2028”, perché devono pensarci tutti un po’ scemi, ed è La Presse a pubblicare per prima l’indiscrezione.
I ministri russi hanno già detto in diverse occasioni che siamo noi in guerra con loro, perché forniamo armi e finanziamenti all’Ucraina. Io non posso personalmente fornire il mio parere perché se viene raccontato alla stampa viene fuori un disastro, ma sono molto, molto, molto preoccupato. Ho riallacciato i rapporti con il presidente Putin, un po’ tanto (…) Putin per il mio compleanno mi ha mandato 20 bottiglie di vodka e una lettera dolcissima. Io gli ho risposto con bottiglie di Lambrusco e con una lettera altrettanto dolce. Io l’ho conosciuto come una persona di pace e sensata… (…) Troppo spesso sentiamo parlare di interventi con bombe nucleari. Dio ci salvi e scampi da questo pericolo. L’Ucraina ha chiesto addirittura di entrare nella Nato. Se entrasse nella Nato la guerra sarebbe guerra mondiale”.
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Una serie di bombe di profondità piazzate nel mare magmatica della corsa alle poltrone mentre gli Italiani aspettano, sfocia nell’attacco frontale a Meloni e alle prove di affondamento del suo governo possibile. Poi anche Berlusconi fornisce la sua personale smentita, con tanto di barzelletta di chiusura. Siamo, tristemente, alle comiche finali.
(18 ottobre 2022)
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