di Giancarlo Grassi
Alla fine Salvini punta i piedi su Senato e Viminale e fa saltare il vertice delle destre che doveva essere preludio a quello che intendevano come il loro trionfo: l’insediamento del primo governo Meloni. La questione è sempre una: Salvini vuole il Viminale e Calderoli al Senato alla faccia dell’interesse nazionale ed è disposto a farlo saltare addirittura prima dell’insediamento.
Keir Starmer ha lasciato
Il primo ministro britannico Keir Starmer, dopo la vittoria del suo rivale laburista Andy Burnham in un'elezione suppletiva,... →
L’amore per il popolo tutto instrinseco al segretario leghista, disposto a tutto pur di avere la poltrona che fa il bene del popolo è qualcosa che lascia politicamente a bocca aperta. Il Suo partito è in caduta libera, e lui ne è responsabile; dal Viminale è già stato fatto fuori, per sue precise responsabilità e lui cosa fa? La fa pagare al popolo che dice di amare ritardando, sbattendo la porta e non presentandosi al vertice di coalizione, la nascita del governo. Cosa succederà ora non è chiaro.
Certamente il rischio che quello Meloni passi alla storia come il primo governo abortito prima della nascita è alto: e se domani le destre si presenta alle 10.30 senza candidature forti darà non solo un pessimo segnale, ma si faranno sacrosante risate. L’UE chiuderà la borsa e qualcuno comincerà a chiedersi se è stato per sprofondare l’Italia in un mare di merda che è stato fatto saltare Draghi.
“Ha voluto a tutti i costi una foto con me. Mi ha fatto pena”. Trump si fa beffe di Meloni che si infuria
In un'intervista che descrive da sola lo stato di questo poveraccio senile, giunto ormai alla fine dei suoi... →
(12 ottobre 2022)
©gaiaitalia.com 2022 – diritti riservati, riproduzione vietata
