Spezzatino di Salvini con papeete allo svapore

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di Daniele Santi

Lo chef Bonomi ha dato un bel calcio nelle palle al Nord leghista costringendo Capitan Salvini all’angolo; allevatori e agricoltori – ricorderete le promesse mai mantenute ai produttori di latte sardi, che se la sono legata al dito – hanno deciso di sposare Meloni, finché dura l’idillio, e il capitano è nervosetto.

La faccenda è seria se persino l’organo ufficiale di Confindustria, nella seguita trasmissione del mattino dell’accoppiata comica Milan-Manera, non dimostra più così tanto interesse nel Salvini, sposando piuttosto la narrazione meloniano-miracolistica, in onore alla svolta del Bonomi; si defilano i sostenitori del recente passato, insomma, e anche quei media che strizzavano discretamente e meno discretamente l’occhio al leader leghista. Tutto si unisce al tracollo delle urne che non è tale solo per Salvini e i suoi che si sono salvati le poltrone per alcune ingenuità di FdI che ha regalato collegi maggioritari pensando al plebiscito nel proporzionale.

Esagerano sempre, le destre, nel sentirsi invincibili.

Si profila dunque lo spezzatino di Salvini con papeete allo svapore, con quello che rimane del leader leghista a pretendere gli Interni – “Nessuno siederà in un dicastero che ha già avuto!”, tuona la lideressa – e ci si mette persino Bossi entrato in Parlamento per il rotto della cuffia, a chiudere a doppia mandata le porte che potrebbero salvare Salvini.

Lo fa male, l’81enne di buon volontà, rispolverando la secessione in un momento in cui tutti cercano l’unità, con la guerra alle porte e una crisi energetica che ci sta mettendo in ginocchio.

In casa leghista, Bossi a parte, sono comunque tempi duri per i troppo Salvini: gli scricchiola persino il Pirellone, nel senso di sede della Regione Lombardia, con Donna Moratti di tutte le tutele che insidia pericolosamente il governatore Fontana.  E’ la caduta dell’Impero Salvini. Lui come ogni monarca alla canna del gas, si barrica in casa e rimane isolato gridando slogan: “Noi la Flat tax e la riforma delle pensioni le portiamo a casa, costi quel che costi, saranno nel programma dei primi cento giorni del governo”, ma al governo non comanda lui.

 

(4 ottobre 2022)

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