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“Sono femminista e l’aborto non è un diritto”, parola di Eugenia Roccella, Fratella d’Italia

di Giovanna Di Rosa

Dispiace avere sempre ragione, sono certa che Elly Schlein starà pensando la stessa cosa, e per quanto Meloni si sgoli per far credere di essere a favore delle donne, il suo esercito di generalesse al limite del teocratico se ne vanno in televisione a raccontare tutto ciò che Meloni si sforza di tenere nascosto, con scarsi risultati.

La Fratella d’Itala Eugenia Roccella (già Berlusconiana di ferro, dato che Forza Italia è un partito di centro) non trovandosi evidentemente comoda dentro il partito che la limitava, dovendo passare per centrista, nel suo anti-abortismo, si è spostata a destra, la destra decolorata alla Le Pen e ugualmente brutta, e ha pensato di fare una bella uscita pubblica trionfante nel suo (legittimo) anti-abortismo al grido di: “Sono femminista e l’aborto non è un diritto”.

La Roccella d’Italia è fallace: l’aborto è un diritto sancito da una legge dello Stato, legge 194 del 1978, approvata un anno dopo la storiella della madre che decise di non abortire legalmente prima della nascita di Meloni, che avvenne nell’augusto 1977, quando l’aborto era illegale, storiella raccontata dalla lideressa nella sua autobiografia da 300mila copie, per dire quanti in Italia siano disposti a cascarci quando qualcuno grida “io vi salverò”. Un diritto di cui le donne che vogliono utilizzare la Legge 194 non possono godere appieno dati i troppo numerosi obiettori che si prendono la libertà di non praticare l’aborto sulla base delle loro coscienze, spesso afone, ma gli piace dire di averne una.

Roccella aveva poco prima regalato un’altra perla dicendo che “L’aborto è la parte oscura delle donne”, citando molto liberamente una saga cinematografica a suo uso e consumo confermando, come se ce ne fosse bisogno, che Fratelli d’Italia, partito personale di Meloni è misogino, razzista, omofobo, settario e soprattutto che il suo Capo è contro le donne. E come disse qualcuno: “Cosa ce ne facciamo di una presidente del Consiglio donna che se ne frega delle donne?”, in una traduzione libera, ma efficace.

Roccella d’Italia è profuga del governo Berlusconi dello spread a 522,11 – e anche più su – del quale fu Sottosegretaria al Ministero della Salute nel periodo 2009-2011; era quindi compagna d’avventura di Meloni d’Italia che di quel governo fu ministra (2008-2011) senza portafoglio, considerando Berlusconi i soldi una cosa seria soprattutto quando pensa siano i suoi.

“Per me, l’aborto è il lato oscuro della maternità e della maternità che non è mai entrata nello spazio pubblico”: chiosò quindi la filosofa dell’iperspazio Roccella confermando ciò che va pericolosamente predicando dal 2006, quando parlava della pillola abortiva come “un enorme inganno, è terrorizzante per le donne” quasi parlasse della possibile futura presidenza del Consiglio di Meloni, non nascondendo che la pensava nello stesso modo su coppie di fatto e matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Ecco chi sono. E tutti i giorni si svelano un po’ (e il bello certamente deve ancora venire).

 

 

(26 agosto 2022)

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