di Daniele Santi
Oggi è il turno del Berlusconi che si fa “garante dell’atlantismo dell’Italia” e che viene spinto a candidarsi (“vogliono che mi candidi”), come se non morisse dalla voglia di un bel bagno di popolo come ai tempi in cui era già giovanilista e diceva le stesse cose dell’anziano di oggi, che è rimasto giovanilista e ugualmente poco credibile. Esattamente come allora.
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“Noi sempre dalla parte dell‘Occidente e del mondo libero” ha detto a Radio24 in un’intervista rilasciata nella mattinata del 9 agosto per poi saltare di palo in frasca ed arrivare all’ennesima promessa che non realizzerà mai, come tutte le altre: “Daremo il via a interventi immediati, impianti per dissalare le acque del mare” che l’Italia ha già, ma non usa, non che lui sia tenuto a saperlo, e aggiungendo la “costruzione di invasi per non disperdere l’acqua piovana” che già che c’è tanto vale esagerare.
Se Berlusconi sarà il “garante” di “atlantismo” ed “europeismo” non si capiscono gli accordi di Salvini con il partito di Putin e il silenzio di Meloni sull’aberrante discorso di Victor Orbàn sul “miscuglio di razze”. Del resto il suo passato, di Berlusconi, sta tutto lì a parlare del suo amore per l’Occidente e le libertà occidentali. Specialmente quando collimano con gli interessi delle sue aziende.
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(9 agosto 2022)
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