di Redazione
Quando fa caldo fa caldo, e quando fa troppo caldo diventa “stress termico” con conseguente aumento dei rischi sul lavoro perché l’afa e il caldo eccessivo sono cause di perdita di attenzione e minore prontezza a reagire agli eventi imprevisti e naturalmente fanno crescere le possibilità di infortunio: anche gravi.
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Per questo Inps e Inail hanno diffuso le istruzioni per la gestione del rischio caldo e per l’accesso alle prestazioni di cassa integrazione ordinaria per sospensioni o riduzioni dell’attività lavorativa dovuta a temperature elevate. In soldoni, come da nota congiunta, “le imprese potranno chiedere all’Inps il riconoscimento della Cigo (cassa integrazione ordinaria) quando il termometro supera i 35 gradi centigradi. Ai fini dell’integrazione salariale, però, possono essere considerate idonee anche le temperature “percepite”.
Poi come al solito, staremo a vedere i vari cavilli e codicilli.
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(27 luglio 2022)
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