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venerdì, Giugno 24, 2022
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La politica delle alleanze #iolapensocosì di Marco Biondi

POLITICA

di Marco Biondi

Leggo titoli e articoli sulle manovre di preparazione ai prossimi appuntamenti elettorali: comunali tra pochi giorni, regionali tra qualche mese e, sullo sfondo, sempre più incombenti le politiche tra un anno. Posso dire che sono perplesso?

Mi riferisco soprattutto a quell’area riformista di sinistra che ha come punto di riferimento principale il PD. E’ ovvio che chiunque si auguri la sconfitta delle destre, non può non guardare con attenzione alle mosse del più grande partito italiano di natura riformista. E, a mio vedere, non è un bello spettacolo. Non parlo delle persone, molte, anche se non tutte, assolutamente stimabili, parlo di politica, quella tutta maiuscola, quella che dovrebbe essere la base per le ambizioni di crescita economica e sociale del prossimo quinquennio.

Io non trovo politica, nemmeno con le minuscole. Trovo alleanze. Cito quel conosciuto “Se stiamo insieme ci sarà un perché”, e io noto che si parla di “se no non vinciamo”, e non si parla mai di “mettersi insieme per realizzare un programma”.

Se anche dovessimo ritenere prematuro formulare un programma di governo col quale presentarsi agli elettori, io credo che come minimo si dovrebbero conoscere quali affinità ci siano alla base di una decisione di presentarsi insieme alle elezioni. Sorge spontanea la domanda: tra il PD e i 5Stelle quali sono le affinità? E qui vengono i dolori. Se si mettono insieme, significa che, in caso di vittoria, nella prossima legislatura verrà confermato il “Reddito di cittadinanza?”. Il PD continuerà quindi a sostenere una misura che sta dissanguando le casse dello Stato e permette a chiunque di scegliere di starsene a casa piuttosto che andare a faticare per guadagnarsi da vivere? Ne parleremo, ma mi sembra molto lontano dalle idee fondative del PD.

Continueremo a sostenere misure giustizialiste, consentendo che giudici possano rovinare la vita ad innocenti, semplicemente in nome della politica o, peggio, della ricerca di consenso elettorale? Continueremo a proteggere misure come quota100 per avere giovani pensionati, senza assicurare in cambio posti di lavoro alle nuove generazioni? Quale Movimento 5 Stelle si sta sposando col PD? Quello di Conte o quello di Di Maio? Quello di Virginia Raggi o di Fico? Quello che elegge il proprio segretario e sceglie la linea politica col blog di un comico? Quello che è stato accusato, senza mai conferme né condanne, di sostegni finanziari dalla Russia e dal Venezuela? Quello contrario al TAP, alla TAV, alla gronda di Genova, alle grandi opere? Quello che non vota un decreto a sostegno della popolazione con tanto di bonus compensativi degli aumenti dei costi dell’energia, perché è contrario alla realizzazione di un termovalorizzatore che resta l’unica alternativa ecologicamente accettabile per i rifiuti di Roma che continuano a finire in discarica e ad essere trasportati in giro per l’Europa? Non sono cose di poco conto.

Per presentarsi insieme alle elezioni servono affinità certificate, altrimenti rischiamo di ritrovarci, in caso di vittoria sulle destre, in una paralisi istituzionale, con un Governo incapace di realizzare quelle riforme indispensabili per la sopravvivenza della nostra economia. Senza poi considerare che ci saranno milioni di italiani che si rifiuteranno di dare un voto a chi ha creato danni enormi in nome del proprio consenso elettorale.

Io, da non elettore del PD, ma da elettore di centro sinistra, riformista e liberale, continuo a sperare che quest’alleanza elettorale sia valutata con estrema attenzione e magari votata dagli organi preposti del partito. Per ora mi illudo che si tratti solo di notizie di stampa, ancora da verificare. Anche se, considerando la cadenza giornaliera con la quale compaiono, i dubbi restano molto forti. Non vorrei che la maggioranza degli italiani alla fine preferisse una Meloni alleata con l’ex ministro dell’Interno che ha inciampato in un mojito o con un ancora sotto processo, il famoso Ruby Ter. Sarebbe un dispiacere.

Ce ne faremmo una ragione, ovviamente, ma sapremo chi ringraziare. E che non dicano che la colpa sarebbe di quelli che con 5Stelle hanno deciso che non ci staranno mai più.

 

(27 maggio 2022)

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