Conte: “Penso che qualcuno voglia il M5S fuori dal governo”. Noi pensiamo che si sbagli

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di Giovanna Di Rosa

Conte nella veste di agitatore non ci azzecca. Non è nelle sue corde. E quando vi cede, all’agitazione, sbaglia puntualmente modi e obbiettivi. La sua uscita di oggi “Penso che qualcuno voglia il M5S fuori dal governo” è fuori dalla realtà, fuori dal tempo, fuori dai modi, ed è lanciata al popolo grillino più esagitato: quello che, se abbiamo capito bene da cosa sono agitati i grillini, al M5S sta già dicendo bye bye.

La dichiarazione, roboante, alla Salvini, rischia innanzitutto di metterlo in rotta di collisione con Luigi Di Maio e potrebbe non essere conveniente, non di questi tempi, e suona vecchia mentre viene lanciata così come suonano vecchi tutti coloro che stanno agitando i centurioni sulla questione delle Armi all’Ucraina dopo che la decisione è stata presa, votata all’unanimità, pur con tutti i mal di pancia, indicando una data di scadenza a dicembre 2022; metterlo in discussione pochi giorni dopo coi toni del pre-governo M5S-Lega e con Salvini che si accoda non è l’operazione politica che serve oggi.

Mischiare poi la politica nazionale con i termovalorizzatori di Roma e puntare i piedi su quel progetto, che il M5S non ha mai inspiegabilmente voluto, verrebbe da dire ideologicamente che solo in quel movimento sapessero così è un’ideologia, e usarlo come clava rafforzata da quel “Penso che qualcuno voglia il M5S fuori dal governo” non è degno di Conte nei confronti del quale, pur non essendo io un’elettrice del M5S, nutro rispetto e una certa stima. Credo che il compito di Conte sia portare il M5S alla maturità da partito politico di governo, come è grazie agli 11 milioni di voti presi nel 2018, e che lo debba fare uscendo dalle polemiche gratuite e strumentali e soprattutto da un complottismo che è servito a poco persino prima. Figurarsi adesso.

Se poi il problema è il rapporto col PD e il “capire quale sia l’orientamento” Conte vada avanti proprio sulla base della dichiarazione rilasciata a Repubblica che dice: “Chi vuole lavorare con noi deve sapere che ci sono principi non negoziabili. Sul riarmo ha avuto un chiarimento tardivo, nel Conte II aveva sposato la transizione ecologica poi ci propone gli inceneritori. Noi non stiamo cambiando strategia. Chi lavora con noi deve chiarire quelle posizioni”. E magari Conte ne approfitti per chiarire anche le sue.

 

(4 maggio 2022)

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