di Daniele Santi
E’ una scommessa di quelle rischiose quella di Enrico Letta, segretario del PD, che ha lanciato una doppia proposta coraggiosa muovendosi contemporaneamente sia sul piano dell’Ue che su quello nazionale. Letta ha reso noto ai leader del Pse che è ora di guidare un’azione che cambi le regole dell’Ue superando il meccanismo del voto all’unanimità; nello stesso tempo ha chiesto al governo italiano di porre all’Europa la questione dello slittamento di un anno, al 2027, del termine del Pnrr.
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Secondo Letta si tratta di un aggiustamento necessario dati i cambiamenti dovuti alla crisi ucraina e a una seconda ondata pandemica, ed è necessario più tempo per “rimodulare i progetti per presentare i bandi”.
Si tratta di un’operazione politica coraggiosa e riformista, per cercare di uscire più forti da una crisi con proposte sostanziali. Come quella di cogliere l’occasione della crisi ucraina per rafforzare l’Europa, così come Letta ha sottolineato durante l’incontro tenuto con i leader dei Socialisti e Democratici europei. Tra le linee di azione sottolineate dal segretario PD quella relativa all’accoglienza dei profughi, di natura più pratica e legata all’accoglienza, e quella più squisitamente politica riassumibile in una poderosa azione di contrasto contro quelle “destre che hanno ancora legami molto solidi, anche di carattere personale, con la Russia e con Putin”.
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(17 marzo 2022)
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