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La Francia ferma una nave russa in transito nella Manica. La Turchia blocca navi russe in Mar Nero: ma Erdogan smentisce

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di Giancarlo Grassi

Le autorità francesi hanno bloccato nella mattinata del 26 febbraio una nave cargo russa in transito nel Canale della Manica, come effetto immediato delle sanzioni approvate e messe in campo, già attive, contro l’invasione unilaterale, ingiustificata, inumana e imperialista decisa da Vladimir Putin contro l’Ucraina. Si tratta della La Baltic Leader che trasportava automobili a San Pietroburgo, ora ferma con l’equipaggio nel porto di Boulogne. È sospettata di appartenere a una società colpita dalle misure contro Putin.

Nel mentre al consiglio di sicurezza ONU la Russia aveva la faccia tosta di porre il veto ad una risoluzione di condanna dell’invasione dell’Ucraina, con l’astensione della Cina.

La Turchia, lo conferma un tweet del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a dimostrazione che non è vero che Twitter è bloccato in Ucraina come molti folli da tastiera stanno digitando senza nessun senso di attenzione e in sprezzo persino alla più disumana stupidità, ha bloccato la navigazione della navi da guerra russe nel Mar Nero, su ordine dell’apparentemente eternamente fedele a Putin, il presidente Erdogan. Il blocco del transito viene smentito poche ore dopo la pubblicazione del tweet di Zelensky dalle autorità turche.

 

“Ringrazio il mio amico” scrive il post su Twitter, il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan, e il popolo turco per il loro forte sostegno. Il divieto di navigazione delle navi da guerra russe nel Mar Nero e il significativo sostegno militare ed umanitario per l’Ucraina è estremamente importante. Il popolo ucraino non lo dimenticherà mai”. Sottolineiamo quanto velocemente, e quanto profondamente, sia cambiato l’atteggiamento della stampa occidentale nei confronti di Zelenskyi passato da tragicomico presidente del paese accusato di neonazismo ad eroe della resistenza contro Putin. La BBC sottolinea infatti, con il consueto stile compassato e la grandissima obbiettività, la forte resistenza ucraina all’invasione russa contro Kiev, resistenza che avrebbe provocato più di 3mila vittime tra i soldati russi; è sempre la BBC a riportare poi una dichiarazione del presidente ungherese Orbán il quale, a precisa domanda di un cronista, ha dichiarato che “l’Ungheria avrà bisogno di rivedere in larga parte gli attuali rapporti con la Russia di Vladiir Putin” per ragioni che sono sotto gli occhi di tutti.

Sono del 25 febbraio scorso, poche ore fa, le nuove minacce dello Zar Folle al mondo occidentale rivolte in particolare a Finlandia e Svezia.

 

(26 febbraio 2022)

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