Il quotidiano di Travaglio mette in uno shaker Matteo Renzi e la Soka Gakkai italiana e fa una figuraccia

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di Giovanna Di Rosa

In un’articolo-shaker a firma Stefano Vergine, giornalista e scrittore che più volte è apparso anche in appuntamenti firmati da Gaiaitalia.com Notizie all’interno del nostro format live La Vasca dei Pesci TV, e che è stimabilissimo ed ottimo professionista, Il Fatto Quotidiano ha infilato una lunga serie di inesattezze raccontando e insinuando di rapporti oscuri tra Matteo Renzi e la Soka Gakkai italiana (IBISG). Dispiace.

Non è una novità che il quotidiano di Travaglio abbia dichiarato una sorta di guerra al leader di Italia Viva, è invece una novità che un giornalista tanto capace scivoli su un’articolo pieno di inesattezze.

Conosciamo bene la realtà Soka Gakkai e il nostro non è né un endorsement, né una difesa a spada tratta avendo l’IBISG un ufficio relazioni esterne formato da eccellenti professionisti che sapranno come trattare la materia e giungere ad una rettifica, ma non ci piacciono le inesattezze. Soprattutto quando vengono da professionisti che stimiamo.

L’articolo del Fatto parla di “atti giudiziari aperti nel 2020 dalla Procura di Firenze. Al momento il fascicolo non ipotizza reati né ha indagati, ma a oltre un anno dall’inizio è ancora aperto” e apre nell’occhiello con l’affermazione secondo la quale Renzi “da premier garantì l’8xMille e sbloccò le trivellazioni alla Mitsui, partecipata dall’associazione. Poi ebbe azioni in regalo”. Inesattezze gratuite.

Proprio perché conosciamo la materia sappiamo come andarono le cose: l’iter necessario all’intesa della Soka Gakkai con lo Stato italiano iniziò nel 2002 e durò quasi tre lustri, essendosi concluso infatti soltanto il 27 giugno del 2015, quando l’intesa è stata firmata.

Era invece il 20 aprile 2016 quando il testo della Legge venne approvato all’unanimità dal Senato, relatore il senatore Calderoli della Lega che all’epoca era partito d’opposizione; il testo venne poi approvato all’unanimità anche alla Camera un paio di mesi dopo: il 14 giugno 2016, un anno dopo la firma dell’intesa con il Governo. Rimandiamo l’autore (gli autori?) dell’articolo a uno studio interessantissimo pubblicato sulla prestigiosa rivista del CESNUR diretta dal Professor Massimo Introvigne ad opera della Ricercatrice Raffaella Di Marzio, tra l’altro Direttrice del Centro Studi sulla Libertà di Religione Credo e Coscienza (LIREC) dal titolo: La Soka Gakkai che non c’è. Fake news e movimenti antisette (da pag.49).

Inesatte sono anche le insinuazioni sull’8×1000 che la Soka Gakkai ha invece destinato “interamente a progetti promossi a sostegno di attività sociali e umanitarie, sia in Italia che all’estero, con uno sguardo attento agli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per uno sviluppo sostenibile. Diritti umani, educazione, ambiente, cultura e ricerca scientifica sono solo alcuni dei settori di intervento individuati dall’Istituto Buddista italiano Soka Gakkai per la campagna 2021 dell’otto per mille” come da fonte ufficiale dell’IBISG e come è possibile evincere dal sito ufficiale della Soka Gakkai italiana.

Per quanto ci riguarda, e per ciò che conosciamo dell’Istituto, assolutamente fantasiose sono le insinuazioni rivolte alla Soka Gakkai di avere partecipazioni in Mitsui creando artificiosamente un presunto collegamento tra l’IBISG e non meglio identificate “azioni” regalate a Matteo Renzi.

Va inoltre ricordato che il leader spirituale mondiale della Soka Gakkai è Daisaku Ikeda (foto) filosofo e pacifista, che è una delle personalità più prestigiose del nostro tempo insignito di numerosissimi premi, lauree ad honorem, dottorati ed altri riconoscimenti internazionali, anche in Italia, come il titolo di Grande Ufficiale della Repubblica conferitogli dal Presidente della Repubblica; sono più di 50 le città italiane che, ad oggi, hanno deciso di insignirlo della cittadinanza onoraria.

E ci sia consentito di dire, in chiusura, che se è giusto fare opposizione a ciò che non va anche con toni forti e la necessaria determinazione, non è più tollerabile – in questo paese sempre più dilaniato dalle tifoserie – che per colpire un avversario politico si infili in un calderone di disinformazione soggetti terzi colpendo alla cieca. Dispiace che ciò avvenga, non è di questo che l’Italia ha bisogno, e dispiace di più quando ciò viene da un quotidiano e un giornalista che con coerenza e coraggio hanno combattuto contro le ingiustizie politiche e sociali, per la verità e il buon giornalismo.

 

(22 dicembre 2021)

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