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Matteo Salvini: “Convocherò tutti i segretari di partito….”, ma non si capisce a che titolo

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di Giovanna Di Rosa,

Il grande bluff delle destre si gioca in queste settimane, e con larghissimo anticipo (con troppo anticipo), sulla questione Quirinale dove le destre hanno deciso di portare all’estremo limite il gioco del noi “abbiamo le carte vincenti in mano”. Il grande bluff è patrocinato dalle televisioni di casa che da giorni hanno lanciato il gioco di inesistenti imbarazzi di Draghi a sbottonarsi rispetto al Quirinale e al fatto che Draghi dovrà sciogliere la riserva.

Draghi non deve sciogliere nessuna riserva. Perché non c’è candidatura pubblica per il Quirinale. Giochetti ed equilibri sono tutti interni al parlamento. Questo spettegolare sul presidente del Consiglio mira ad indebolirlo ed è una follia politica prima che comunicativa, tanto che Salvini si è addirittura spinto a dire: “Convocherò tutti i segretari di partito….”, con riferimento diretto all’elezione del capo dello Stato.

Intanto Salvini non ha spiegato a quale titolo pretende di convocare “tutti i segretari di partito” dall’alto del 17% di cui gode in Parlamento e che ne fanno la terza forza politica (non sarà mai ricordato abbastanza che i seggi in parlamento sono quelli usciti dalle elezioni del 2018 non quelli che le destre presumono di avere grazie a sondaggi sempre più volatili per quanto voluttuosi a certi occhi), poi i signori che siedono laggiù dove per le leggi importanti tipo quella sul fine vita si presentano in quindici dovrebbero ricordarsi che l’unica cosa certa nell’elezione del presidente della Repubblica è che i primi nomi a uscire dal cilindro sono i primi ad essere trombati: sembra quindi fuori luogo anche la visita di Meloni a Donna Moratti che parrebbe, secondo alcuni, avere i crismi di una richiesta di eventuale disponibilità.

Pensare a Donna Moratti al Quirinale investita del ruolo di presidente della Repubblica che è anche Capo della Magistratura fa venire i brividi, ma siamo ancora in largo anticipo persino sulle previsioni più fosche.

Il vero scannatoio, e Salvini lo sa, inizierà a gennaio 2022 subito dopo l’Epifania e renderà noto ancora una volta che alla politica Italiana dei suoi elettori e delle loro preferenze sul Quirinale non frega un accidente e, dopo tanta propaganda, lo scannatoio dovrà fare i conti con il M5S che in Parlamento è il partito di maggioranza relativa con il 32,8% dei voti ottenuti nel 2018 – perché è sempre di quei voti là che è composto il parlamento e non dei voti che le destre immaginano di avere, salvo poi perdere tutte le elezioni. Se consideriamo questo punto, i silenzi di Conte e Letta e della parte opposta alle destre urlatrici, vediamo che mentre Salvini e Meloni fanno propaganda, l’altra politica fa quello che deve fare: politica, appunto.

 

(20 dicembre 2021)

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