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I Minibot, l’analfabetismo economico, i soldi del monopoli e la rabbia di Calenda

di Giancarlo Grassi #Economia twitter@gaiaitaliacom #Pentaleghismo

 

Eccoli i nuovi diarchi Salvini e Giorgetti inviare un messaggio diretto a Mario Draghi rilanciando la proposta dei soldini del monopoli [cit.] noti come minibot che, arma di distrazione di massa docet, sono “una delle soluzioni” e la “più gradita agli Italiani”. Insomma, li faranno con i capelli biondi.

Il messaggio è diretto al presidente della Bce che ha osato bocciare l’idea leghista di pagare i debiti della Pubblica amministrazione verso le imprese con l’idea meravigliosa chiamata “minibot” dichiarando che “o sono valuta illegale” o faranno salire il debito. La Lega s’infuria: “Tutte le soluzioni nuove sono contestate”, perché a Palazzo Chigi le chiamano soluzioni. Con la procedura d’infrazione dietro l’angolo.

Ieri l’altro vate della trinità pentastellata che governa l’altra parte del mondo pentaleghista, Luigi Di Maio, era riuscito a far scrivere dai suoi ghost writer un post di rara pochezza sul blog dei miracoli voluto dal Fondatore Beppe Grillo, dove vengono postate le esaltazioni del nulla cosmico rappresentato dal M5S e del nulla cosmico che essi hanno creato e, quando le cronache dei miracoli non sono disponibili per mancanza di miracoli, gettare fango sugli avversari. Ieri è stato il turno di Carlo Calenda, definito dagli scrivani su commissione “il peggior Ministro dello Sviluppo Economico degli ultimi anni”. Bisogna riconoscere al blog delle stelle un coraggio che rasenta l’incoscienza.

Carlo Calenda è uno che non la manda a dire ed ha prontamente risposto al post la cui paternità nascosta attribuisce a Di Maio come mandante scrivendo: “Non aveva il coraggio di farlo lui o forse non aveva tempo. Poverino capiamolo, non è semplice fare (come prima esperienza lavorativa) il Ministro del lavoro, quello dello sviluppo economico, il vicepremier, la campagna elettorale e tutte quelle dirette FB. Forse proprio perché ha tanti impegni magari gli è sfuggito come sta andando veramente l’economia italiana (non proprio il boom economico di cui parlava), magari gli sono sfuggite le crisi industriali di cui ha appreso solo a licenziamenti fatti, magari gli è sfuggita la questione FCA/Renault le cui trattative sono fallite senza che il Ministro sapesse perché o si interessasse del futuro degli stabilimenti italiani. Allora ho pensato che gli servisse un piccolo promemoria – il secondo capitolo del passaggio di consegne video, visto che lui si era rifiutato di farne uno di persona come avviene fra i ministri di tutti i paesi normali – per spiegargli un po’ di cose su investimenti, export, produzione industriale, occupazione e crisi industriali. La verità è che il dato principale dell’insuccesso di Di Maio è che non riesce a prendersi la responsabilità di quello che fa, è sempre tutta colpa degli altri. Io l’ho difeso quando in campagna elettorale lo attaccavano sul CV, ma non adesso, perché non conta quello che hai fatto prima ma cosa fai quando sei al Governo. Governare significa proprio assumersi responsabilità. Si chiama senso delle istituzioni. Quello che Di Maio non ha. Martedì mattina alle 11 sarò al Mise, per parlarne con lui se vorrà, e magari trovare insieme anche soluzioni utili per i cittadini, che si aspettano di avere un Ministro che lavora per loro”. Scivolerà anche questo durissimo post di quello che è al momento il principale avversario politico del pentaleghismo al potere?

Naturalmente no. Ma nessuno dei geniali pentaleghisti al potere che dal 4 marzo 2018 tengono il paese in ostaggio senza riuscire a trovare una soluzione che sia una, a prendere una decisione che vada in direzione dello sviluppo dell’industria, dell’occupazione, dell’economia, che si inventano le banconotine del monopoli, le chiamano minibot, e si scagliano irragionevolmente ed irrazionalmente contro tutte le istituzioni che – dati alla mano – danno loro torto, avrà il coraggio di attaccarlo direttamente. Non certamente per vigliaccheria, ma per mancanza di argomenti e di preparazione.

Del resto in un paese di analfabeti funzionali, di analfabetismo economico dove gli abitanti sperano nel miracolo che li porterà alla ricchezza, che cosa volete che faccia una politica senza scrupoli che non pensa al paese, ma alla conquista del potere a qualsiasi costo? Al potere. E basta. E, lasciatecelo dire, si comincerà a ballare da adesso in poi.

Con la hard brexit, perché in quella direzione si sta andando, cominceremo a ballare e a ballare sul serio. Ma tanto gli Italiani saranno in ferie e quando torneranno a settembre saranno troppo impegnati ad incazzarsi per gli aumenti, a sbuffare per il ritorno al lavoro e ad inventarsi tutto ciò che in ferie non hanno fatto per farsi grandi con gli amici, per preoccuparsi di ciò che succederà sul serio. Come Di Maio, SalviniGiorgetti continueranno a dare la colpa agli altri.

 

 





 

(8 giugno 2019)

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