di Giovanna Di Rosa, #Lopinione
Eccole le decisioni roboanti che durano una vita. Meno di una settimana fa Giuseppe Conte si sgolava gridando ai quattro venti: “Il M5S, partito di maggioranza relativa, non parteciperà più ai programmi Rai”. Renzi, che è un mattacchione, aveva subito sottolineato che la decisione sarebbe durata meno di poco perché dalle parti di Conte muoiono per essere invitati in tv. E infatti oggi la questione è già diventata un’altra. E Conte è più possibilista ed annuncia che lo “stop non è irreversibile”.
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Perché alla fine, per quanto gridi proclami, e lanci raccolte di firme per cambiare la Rai quando avevi nel tuo programma il famoso conflitto d’interessi e con undici milioni di voti presi non hai fatto nulla, qualcosa vorrà dire. E non mi va di certo di scendere in particolari complottisti, li lascio tutti al presidente Conte che nelle vesti del Grande Urlatore è sempre meno convincente. E me ne dispiaccio perché uomo stimabile e, nella sua inesperienza politica, anche credibile.
Del resto al M5S i penultimatum (giuro, soltanto dopo avere scritto il pezzo mi sono accorta che anche Grillo, il Grande Fondatore, aveva usato questo termine) sono abituati. Di “mai!” roboanti di Di Maio e Di Battista (quest’ultimo fattosi poi da parte) ne hanno pronunciati centinaia. Salvo poi fare marcia indietro.
Ricorderete anche voi i famosi “mai col PD” o i “mai con Salvini”, no?
Metti che a Meloni non dispiaccia poi tanto che le affossino l’orribile legge elettorale Melonellum
Secondo le solite gole profonde parlamentari che spettegolano sempre su tutto, ma che nessuno mai sa chi siano,... →
(23 novembre 2021)
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