di G.G., #laprovocazione
Del resto ci ha rassicurato, il buon Feltri senior, sulle sue buone intenzioni e sulla bontà della sua decisione di rispondere all’accorato appello di Donna Meloni da Fratelli d’Italia che chiedeva di sacrificarsi per il ruolo di capolista a Milano, per le prossime amministrative: lo ha fatto per stima e per fascinazione subita da tale statura politica. Quella meloniana, naturale. E si è addirittura iscritto al di lei augusto partito.
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Non è la prima folgorazione del Feltri candidato che nel corso della sua carriera ha giù subito la folgorazione dal Berlusconi da Arcore, quello che poi è il papà politico di Donna Meloni, così affezionato alla bionda urlatrice da darle addirittura la poltrona di Ministra, era il governo dello spread a 522,8 punti; un governo che lei rinnegherà perché l’ingratitudine dei figli stupisce sempre i padri, soprattutto quando ci sono di mezzo spread stellari e tu devi riciclarti. Per fortuna carta canta.
Feltri ha ricevuto onori dai suoi innamoramenti, non che ci sia causa effetto tra i propri endorsement ed eventuali proposte di poltroncine consiliari o poltrone direttoriali, certo il dubbio viene, a volere pensar male. Ma tant’è. Nemmeno, quindi, ci stupisce troppo la sua dichiarazione d’amor politico per la leader che lo ha proposto come capolista. Questa è l’Italietta della destra sempre più estrema: si propongono come il nuovissimo e propongono il vetusto: in pensieri, parole, opere e candidati.
Perché passano tutti, persino Berlusconi, ma i berluschini restano.
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(10 luglio 2021)
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