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domenica, Settembre 26, 2021

Quelli che parlano di Conte per mettere in difficoltà Conte

di Daniele Santi, #Politica

I giornaloni di destra o di estrema destra, perché quasi solo quelli abbiamo, hanno deciso che il tentativo di Conte di rinnovare il M5S è già fallito e si sperticano nelle spiegazioni dettagliate sui perché e i comemai del fallimento di Conte, del quale fallimento sanno naturalmente poco. Soprattutto perché fallimento non c’è.

Nello stesso modo hanno già deciso, e da mesi, che sarà Meloni d’Italia, con spezzatino di Salvini a contorno, a vincere le elezioni prossime venture. Perché o stai a destra o stai un po’ più in là.

Dunque quando parlano di Conte non parlano di ciò che Conte sta facendo realmente, ma di quello che loro ritengono stia facendo Conte. E ‘ un po’ come quando tu fai una domanda a qualcuno e questo ti risponde fischi per fiaschi evidenziando che non risponde alla tua domanda, ma a quella che ritiene essere stata la tua domanda.

Mai voterò M5S, non ne ho in particolare simpatia nemmeno uno, ma non sono uno che vota per simpatie, quindi – come tutte le altre volte – cercherò pragmaticamente di votare il partito, il leader o la leader, che mi sembrerà più adatto o adatta alla situazione del paese e da questo punto di vista Meloni non può certo rientrare nelle preferenze – lo scrivo prima di essere accusato di fratelliditaliismo – e anche il M5S attuale mi sembra cosa di gran poca utilità, se non rispetto ai numeri in Parlamento. E’ però innegabile che Conte, nonostante i giornaloni, ce la stia mettendo tutta per cavare fuori il M5S e sé stesso dalla palude nella quale il movimento si è impantanato da solo (perché quando pensi che salverai il mondo di solito di metti nei casini da te) e che potrebbe rappresentare, il Conte, un valore aggiunto per la politica italiana. Che portatrice di valori lo è, da troppi anni ormai, assai poco.

Mi chiedo dunque la ragione di tanto accanimento nei confronti dei fallimenti presunti, le dietrologie che fanno ridere per quanto sono scritte ingenuamente, il parlare di avvocati che si parlano come se si nascondesse chissà cosa quando è noto a tutti, anche ai giornaloni, che per dipanare questioni legali ci si rivolge agli avvocati e non bisogna per forza essere nemici, bisogna solo averne bisogno.

Insomma tocca affidarsi al grande Quino e a Mafalda quando, prendendo in giro la stampa di regime argentina, gridavano che siccome i giornali non raccontano che la metà dei fatti veri e si inventano argutamente almeno il 50% di una realtà che non esiste, “i giornali non esistono”…

C’è poco da ridere dite voi? Come se non lo sapessimo.

 

 

(23 giugno 2021)

©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 

 

 




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